L'ONU riconosce il nostro impegno per l'integrazione dei migranti

E' arrivato un riconoscimento ufficiale dal parte delll'UNHCR, l''Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che ci ha ufficialmente conferito il logo “WELCOME. Working for refugee integration” per l’anno 2018. 
La giustificazione per tale prestigioso riconoscimento si fonda sul rilevante impegno dimostrato nella promozione di programmi specifici per l’inserimento lavorativo dei rifugiati e nelle attività di sensibilizzazione che puntano a prevenire e combattere sentimenti di xenofobia e razzismo nei confronti dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione internazionale. “Siamo orgogliosi di questo riconoscimento da parte di una grande organizzazione che opera per la costruzione di un mondo di pace e di integrazione – dichiara Agostino Sella, presidente di Don Bosco 2000 – questo logo ci permetterà di continuare la nostra attività con il supporto delle Nazioni Unite, riconoscendo il nostro impegno continuo e quotidiano per una società inclusiva e non discriminante”. Le attività dell’associazione che sono state riconosciute fanno riferimento all’assunzione presso i propri centri di accoglienza ed integrazione in Sicilia di ben 8 migranti, titolari di protezione internazionale. Si tratta di 8 giovani uomini e donne che dopo un percorso di accoglienza e di formazione sono entrati nell’organico dell’associazione, in qualità di mediatori interculturali, operatori dell’accoglienza e cuochi. Il percorso che ha portato all’assunzione inizia da un’attenta valutazione delle capacità ed attitudini dei ragazzi attraverso la redazione del bilancio delle competenze e dei curricula. Successivamente, alcuni giovani hanno intrapreso corsi di formazione specifici, come nel caso delle figure dei mediatori interculturali, per poi lavorare in affiancamento con gli operatori dell’associazione per un periodo di tempo. L’esposizione del logo “Welcome” rappresenta un segnale di riconoscimento per le aziende che concretamente si sono adoperate per favorire l’inserimento lavorativo dei beneficiari di protezione internazionale, assumendosi una parte di responsabilità nella costruzione di una società più sensibile ai bisogni di chi è stato costretto ad abbandonare il proprio paese a causa di guerre, conflitti e persecuzioni e ha scelto di ricominciare una nuova vita in Italia. Nei giorni scorsi Agostino Sella era stato invitato a parlare alle Nazioni Unite per spiegare il progetto della migrazione circolare che punta a creare sviluppo nei paesi di provenienza dei migranti.
Oggi su LA SICILIA, a cura di Marta Furnari.

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