Piazza Armerina. Mafia e cultura cristiana sono incompatibili. La
chiesa aiuti i mafiosi a pentirsi a riparare il male fatto e a diventare persone
nuove. E il cuore del messaggio del Vescovo Michele Pennisi in occasione del
periodo di Avvento che ci accompagna al Natale. Il vescovo piazzese lancia un
forte monito contro la mafia e contro i fenomeni criminosi che attanagliano la
Sicilia ed invita i mafiosi a convertirsi e a trovare la via maestra anche con
laiuto della Chiesa. La lotta alla mafia dice Pennisi - deve passare
attraverso un rinnovato impegno educativo che porti ad un cambiamento della
mentalità e del comportamento come quello che avvenne per un "capomafia" al
tempo di Gesù di nome Zaccheo. Quando Gesù lo vide non gli fece un predicozzo
moraleggiante, ma si autoinvitò a casa sua. E il capomafia non difese la sua
onestà e la sua onorabilità, a partire dallincontro con Cristo tirò le
conseguenze pratiche: Ecco Signore io dò la metà dei miei beni ai poveri e se
ho frodato qualcuno gli restituisco quattro volte tanto". L'atteggiamento
pastorale verso i mafiosi continua Pennisi - ha come base la coscienza che la
Chiesa è venuta gradualmente maturando circa l'incompatibilità di mafia e vita
cristiana accompagnata dalla esigenza di prevenire i fenomeni criminosi ed
aiutare i mafiosi a pentirsi , a riparare il male fatto e a diventare persone
nuove. Per la maturazione di questa mentalità continua il Vescovo - sono stati
importanti gli esempi di tanti cristiani preti e laici impegnati a prevenire e
contrastare il fenomeno mafioso. Questi e altri pronunciamenti della comunità
cristiana sono culminati nel grido accorato di Giovanni Paolo II ad Agrigento il
9 maggio 1993. Più e oltre che una condanna del fenomeno mafioso dice ancora
il Vescovo - il Papa ha lanciato un richiamo forte e intenso alla conversione. A
questa chiara coscienza la Chiesa siciliana deve sentirsi legata anche perché il
suo cammino storico è stato suggellato dalla splendida testimonianza di don Pino
Puglisi, ucciso dalla mafia solo perché fedele al suo ministero. Michele
Pennisi, infine, ricorda anche le prese di posizione degli imprenditori
siciliani. In questo momento storico in cui vari imprenditori hanno avuto il
coraggio di denunziare "il pizzo" e in cui vari appartenenti alla mafia sono
stati catturati o uccisi dice Monsignor Pennisi - la Chiesa rivolge a tutti i
mafiosi linvito a cambiare vita. Alla comunità cristiana oltre alla preghiera
si richiedono dei gesti originali tesi alla prevenzione dei reati collegati col
fenomeno mafioso (cooperative di lavoro, associazioni antiusura e antiracket, un
uso modigerato del denaro, recupero ed inserimento sociale dei carcerati ed
assistenza alle loro famiglie). Verso questa direzione conclude il Vescovo -
in questo periodo di Avvento, ci sono alcuni semi che bisogna far germogliare
con la collaborazione di tutti.Agostino Sella


