L'omelia del vescovo il 15 Agosto Stampa E-mail
In occasione della festa di Maria Santissima delle Vittorie

Piazza Armerina. La chiesa è gremita per festeggiare la sua patrona ed, al tempo stesso, per rivolgere a Lei tutte le preghiere. Maria Santissima delle Vittoria, oltre ad essere patrona della città di Piazza Armerina è anche patrona di tutta la Diocesi. I tempi, in questo periodo, sono duri, e tutti si avvicinano silenziosamente al quadro della Madonna, che già nel XII secolo salvò la città da una terribile malattia. Il Vescovo, Monsignor Michele Pennisi, è vicino alla comunità e nella sua omelia fa sentire la sua attenzione ed la sua vicinanza ad una comunità sempre più in crisi. “Per noi cristiani – dice Pennisi – Maria Santissima delle Vittorie è “fontana vivace di speranza”. Per questo noi pur guardando il cielo non possiamo dimenticare la terra. E in questa festa non possiamo dimenticare i problemi della nostra città e diocesi: la crisi economica, la mancanza di lavoro, l’emigrazione forzata di tanti giovani, gli atti di illegalità e di violenza, la presenza  dei tristi fenomeni dalla mafia, dell’usura e del pizzo, lo sfruttamento dei lavoratori, la morte di tanti immigrati che trovano nel Mediterraneo la loro tomba, l’emergenza educativa che coinvolge le famiglie, le scuole e le parrocchie”. Il Vescovo poi si rivolge anche ad alcune incongruenza della politica attuale che, vengono pagate soprattutto dai cittadini. “Non possiamo ancora dimenticare – dice Pennisi - l’abuso del denaro pubblico e i carrozzoni  clientelari che gestiscono alcuni servizi pubblici facendo lievitare i costi per i cittadini che vi trovano un alibi per non pagare le tasse, le divisioni e le contrapposizioni sterili che non guardano al bene comune, le lungaggini burocratiche che ostacolano un ordinato sviluppo”. Infine il Vescovo, rivolge il suo pensiero ai lavoratori della Casa San Giuseppe, a cui devono ancora essere corrisposte 11 mensilità ed al sistema sanitario che in questi mesi sta vivendo momenti di crisi che possono portare alla chiusura all’Ospedale “Ancora – continua il Vescovo – rivolgo il mio pensiero al futuro incerto della sanità pubblica e di alcuni ospedali delle nostre città fra cui quello di Piazza ed alla situazione di crisi della casa di riposo  “San Giuseppe” i cui dipendenti non hanno ricevuto undici mesi di stipendio.  Noi cristiani – conclude Pennisi - nonostante questi fenomeni negativi, siamo chiamati ad essere testimoni della speranza guardando a Maria Santissima che per noi popolo di Dio pellegrinante verso la patria eterna è “segno di sicura speranza e di consolazione”.

Agostino Sella