Piazza Armerina. Un volantino con minacce ed
ingiurie contro il vescovo Michele Pennisi e frasi inneggianti ai boss mafiosi è
stato distribuito a Gela nei giorni scorsi. Il volantino, in cui è ritratta
anche una foto del vescovo, è stato riprodotto in fotocopie e fatto circolare in
alcuni ambienti della città del golfo. Il contenuto è pieno di minacce ed
ingiurie al vescovo Pennisi ed alle forze dellordine, e contiene alcune frasi
che lodano ai boss mafiosi. La vicenda è da collegare alle sorti del boss
Daniele Emmanuello numero uno della mafia gelese e, fino alla cattura, tra i 30
latitanti più pericolosi della penisola, ucciso in uno scontro a fuoco dalle
forze dellordine durante la cattura in una cittadina vicino Enna. Gli ambienti
mafiosi, come si evince dal volantino, non hanno preso bene il divieto di far
celebrare il funerale del boss mafioso nella chiesa Madre gelese, cosa peraltro
vietata non dal vescovo ma dagli organi della magistratura. Non abbiamo fatto
mancare la necessaria assistenza spirituale ai familiari di Emmanuello dicono
dalla Curia - con la celebrazione del rito nella cappella del cimitero da parte
di un padre francescano. Intanto la procura di Caltanissetta ha aperto
uninchiesta sullaccaduto per cercare di scoprire gli autori dei volantini ed
ha messo sotto tutela il vescovo piazzese. Tutto rientra nel clima arroventato
di questi giorni che hanno visto le minacce anche al sindaco di Gela Rosario
Crocetta. Non appena saputo delle minacce il vescovo è stato oggetto di numerose
telefonate di solidarietà, comprese quella di Monsignor Giuseppe Betori,
segretario generale della stessa Conferenza Episcopale Italiana. Ma nonostante
le minacce il Vescovo non abbassa la guardia contro la mafia e ribadisce
l'incompatibilità di mafia e vita cristiana accompagnata dalla esigenza di
prevenire i fenomeni criminosi ed aiutare i mafiosi a pentirsi, a riparare il
male fatto e a diventare persone nuove. Forte anche la presa di posizione di
Pennisi contro il pizzo. In questo momento storico in cui vari imprenditori
hanno avuto il coraggio di denunziare "il pizzo" e in cui vari appartenenti alla
mafia sono stati catturati o uccisi dice Monsignor Pennisi - la Chiesa rivolge
a tutti i mafiosi linvito a cambiare vita. I fenomeni del racket e dell'usura -
continua Pennisi - sono dei mali sommersi ma anche diffusi nella nostra società,
che non bisogna ignorare con l'indifferenza ma lottare e prevenire attraverso
una adeguata educazione morale e civile. Infine conclude Il Signore ci liberi
dal pizzo e dalla mafia.Agostino Sella


