Convegno diocesano sull'educazione. Stampa E-mail

Intervista video al Vescovo Michele Pennisi.


Speciale Convegno diocesano sull'educazione

Intervista al vescovo Pennisi sul convegno


  • la vita è bella anche senza droghe
  • sulla politica ci vuole una rivoluzione morale
  • la politica non può essere l'accaparrarsi di soldi o potere ma un servizio ai cittadini
  • è importante l'educazione alla vita politica che non può essere fatta dietro spinte emotive
  • la politica non deve gestita da una casta di privilegiati

 

 

Piazza Armerina. Oltre 600 persone al primo giorno del convegno ecclesiale organizzato dalla Diocesi piazzese dal titolo: “Dopo Verona: la questione antropologica ed educativa”. Insegnanti, catechisti, preti e laici impegnati, hanno gremito la Chiesa di Sant’Antonio per ascoltare le relazioni del Vescovo di San Marino Luigi Negri e del professor Antonio Bellinghieri dell’università di Palermo. I lavori sono stati aperti dal vescovo della diocesi piazzese che ha sottolineato l’importanza degli argomenti da trattare. “Il tema dell’educazione è centrale nella società di oggi – dice Monsignor Michele Pennisi - Lo dimostra la grande partecipazione che sta avendo il convegno. Quella educativa è una sfida che realmente interessa tutti i settori della società che sono dominati dal relativismo nichilista. Queste difficoltà coinvolgono la scuola, la famiglia ed oggi anche la politica caratterizzata soprattutto dagli sprechi e dalla inefficienza che inducono i cittadini ad avere un forte sentimento di antipolitica. Anche in questo campo il tema dell’educazione è centrale e la Chiesa deve educare ad una fede consapevole e libera dove – conclude Pennisi - la testimonianza coraggiosa di Gesù assume un valore importante per far uscire la nostra società da questo stato di crisi”. Molto seguita l’appassionata relazione di Monsignor Luigi Negri. “E’ necessaria – dice il vescovo di San Marino – una nuova presenza della chiesa nel contesto della vita sociale e tutto questo dipende dalla sua capacità educativa. La chiesa deve recuperare la sua capacità di maternità, che è anche un fatto affettivo ma è ancora prima un fatto culturale. Occorre che la chiesa in tutte le sue articolazioni le parrocchie, le famiglie, i gruppi, le associazioni, i movimenti, si renda conto che deve aiutare i giovani nel quotidiano, ciò che don Giussani chiamava verifica. L’educazione – continua Negri – è la verifica che l’avvenimento di Cristo risponde più profondamente alle esigenze dell’uomo che non le diverse formulazioni ideologiche, religiose sentimentali, filosofiche e sociologiche”. Oggi, la giornata sarà dedicata ai lavori di gruppo. Gli oltre 600 partecipanti si divideranno in 5 sottogruppi che affronteranno i seguenti temi: affettività e amore, cittadinanza attiva e solidale, scuola e uomo globale, comunità ecclesiale ed educante, comunicazione. Mentre venerdì Monsignor Michele Pennisi sarà protagonista della relazione conclusiva dal titolo “educare alla fede e alla testimonianza cristiana” che detterà le linee guida dell’azione pastorale della diocesi.

Agostino Sella