La storia di due emigrati quarantenni
Piazza Armerina. Tre settimane fa Walter M. è partito per Pantelleria. Non per andare in vacanza, ma per lavorare. Tra qualche giorno la stessa sorte toccherà a Carmelo A. Lui partirà per Parma, dove dovrebbe lavorare presso una ditta edile. Walter e Carmelo hanno entrambi 44 e sono sposati con due figli. Da sempre lavoravano nella loro città, Piazza Armerina. Adesso però la devono lasciare. E’ l’unico modo per mantenere la loro famiglia. Carmelo A. è stato dipendenze di una società a partecipazione comunale, prima la “2G” e poi “Plutia servizi” “Per 10 anni ho lavorato con il comune – dice Carmelo – ho fatto di tutto, dall’autista al giardiniere. Ho portato avanti la mia famiglia con dignità e mi sono sposato. Adesso all’improvviso il comune ci ha fatto fuori. A 44 anni non è facile reinserirsi nel mondo del lavoro – continua Carmelo – Ormai a Piazza di lavoro non se ne trova neanche a nero. L’unica cosa è partire. Lo faccio a malincuore, in questa città ci sono cresciuto ma adesso la situazione è insostenibile e le istituzioni di noi se ne fregano”. Walter, anche lui 44enne con due figli e una mogie a carico, è invece a Pantelleria, vicino le coste africane. E’ forse l’unico emigrato che va a lavorare al sud piuttosto che al nord. “Sono addolorato ma per far vivere la mia famiglia sono dovuto andare a costruire un ospedale a Pantelleria. Spero di ritornare presto ma è solo una speranza. In alcuni momenti – dice Walter - ti promettono la luna e poi, quando hai bisogno, ti lasciano in mezzo ad una strada. Quando mi hanno detto che c’erano tutti quei miliardi da spendere alla Villa Romana sognavo che un posticino l’avrei avuto anc’io. Invece – conclude Walter – è rimasto solo un sogno. I posti di lavoro ai Mosaici ci sono stati per gli altri ma non per me”. Storie di uomini in difficoltà, quelle di Walter e Carmelo, storie che una comunità con le sue istituzioni dovrebbe aiutare piuttosto che ignorare. Agostino Sella |