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Sicilia
irredimibile. Le parole di Leonardo Sciascia tornano nella mia mente pensando
alla vicenda che condanna
Totò Cuffaro a 5 anni di galera per
favoreggiamento ad alcuni uomini mafiosi. Sicilia irredimibile non tanto per
la sentenza, ma per le reazioni del presidente della regione che, nonostante la
condanna, si sente sollevato, dice lui, da quello (leggi tutto...)
Sicilia
irredimibile
Sicilia
irredimibile. Le parole di Leonardo Sciascia tornano nella mia mente pensando
alla vicenda che condanna
Totò Cuffaro a 5 anni di galera per
favoreggiamento ad alcuni uomini mafiosi. Sicilia irredimibile non tanto per
la sentenza, ma per le reazioni del presidente della regione che, nonostante la
condanna, si sente sollevato, dice lui, da quello che hanno sentenziato i
giudici. In un paese normale, in tutti i paesi dEuropa, qualsiasi uomo
politico, condannato per molto meno di quello per cui è stato accusato il
presidente della regione, avrebbe fatto le valige e se ne sarebbe andato a casa
di sua spontanea volontà, altrimenti sarebbe stata sollevazione popolare.
Invece lui,
Totò
Cuffaro, no. E rimasto saldo al suo posto, nonostante sia
stato condannato in primo grado a 5 anni di reclusione nel processo per le
'talpe' alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo per favoreggiamento
semplice e violazione dei segreti d'ufficio. La terza sezione penale del
tribunale, presieduta da
Vittorio Alcamo, lo ha pure
interdetto dai pubblici uffici. Secondo il procuratore nazionale antimafia
Pietro Grasso "è rimasto provato il favoreggiamento da parte di Cuffaro a
singoli mafiosi come Guttadauro, Aragona, Greco, Aiello e Miceli, ma tutto ciò
non è stato ritenuto sufficiente a integrare l'aggravante contestata di avere
agevolato l'associazione mafiosa Cosa Nostra nel suo complesso". Cuffaro è stato
condannato tra l'altro per aver passato notizie riservate al medico condannato
per mafia Giuseppe Guttadauro, con il quale avrebbe pure pattuito candidature
alle elezioni comunali e regionali. In molti dicono: si però il presidente non
è stato indagato per mafia, ma per favoreggiamento semplice ad un mafioso,
quindi ha ragione di essere sollevato e sereno. Ma insomma, siamo scherzando!?
Mi dite dovè la differenza?! Forse sarà giuridica ma non è certo sostanziale.
Mi dite che differenza passa tra favorire la mafia e favorire i singoli
mafiosi?! Peraltro non si tratta, di un sospetto, e neanche di un rinvio a
giudizio. Si tratta di una sentenza di condanna primo grado con tutti i crismi
del caso. In nessun altro paese europeo potrebbe esistere una vicenda simile.
Siamo ai livelli delle repubbliche africane e di quelle del centro America.
Però, la cosa che più mi ferisce, è la facilità con la quale sta passando,
ancora una volta in Sicilia, questo messaggio: favorire un mafioso è una cosa
normale, una cosa che ha fatto un politico come il presidente regione, e che
quindi è una cosa che possono fare tutti. Se Cuffaro non ha favorito la mafia
ha certamente, con il suo comportamento dopo la sentenza, fatto un elogio alla
cultura mafiosa. Ed è questa cultura il vero cancro della nostra terra. Si
possono catturare i boss come Lo Piccolo, Riina e Provenzano, ma se non si
combatte la cultura mafiosa questa terra, rimarrà sempre la irredimibile
terra di Leonardo Sciascia. Rimarrà perennemente la terra delle raccomandazioni,
dei favoritismi, della politica clientelare. La terra in cui chi vuole andare
avanti per meritocrazia sarà relegato sempre dietro le quinte e si vedrà
costretto ad andare altrove. La terra dove ciò che spetta per diritto si dovrà
sempre chiedere come un favore. Una terra, che in alcuni momenti come questo,
vorrei non fosse
la mia.
Agostino
Sella
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