Raccontiamoci la vita Stampa E-mail

Il giornalino delle FMA. numero di ottobre '07 


Editoriale

 

 

“La mattanza delle donne” è il titolo che il nr.41/2007 della rivista Panorama riportava sulla sua copertina riepilogando le tante donne, vittime della violenza familiare. E’ un fenomeno che fa rabbrividire e che, sicuramente, fa nascere tanti interrogativi. Non vogliamo qui dare giudizi o una lettura univoca della realtà ma, certamente, una riflessione nasce spontanea: perché l’uomo esprime tanta aggressività nei confronti della donna? In una società che considera “le pari opportunità” un’espressione della civiltà come mai, ancora, la donna è vittima di tanti efferrati gesti e proprio all’interno del contesto familiare?

Non sappiamo la risposta e la lasciamo ai criminologi e agli innumerevoli psicologi che la TV ci presenta, noi educatori/trici vogliamo farci interpellare da queste situazioni per scoprire quali percorsi, la nostra azione educativa, deve tradurre.

Un primo percorso, forse, ruota attorno alla dignità dell’uomo e della donna, una dignità che ci rende unici e “intoccabili”. Nessuno può essere considerato “oggetto”, “strumento” di piacere. Basta con la cultura “dell’usa e getta”!

Un secondo percorso ruota attorno al rispetto di se stessi e degli altri, quante volte, nella nostra esperienza educativa, ci accorgiamo di ragazze che “si vendono” facilmente al peggiore offerente, senza un briciolo di rispetto per se stesse. Ci accorgiamo, anche, di giovani che pensano di essere “il centro del mondo” dove tutti devono ruotare attorno. Basta, allora, con la cultura “tutto intorno a te!”

Un terzo percorso ruota sulla testimonianza di noi educatori/trici chiamati ad essere segno di quanto detto sopra. Testimoni dell’accoglienza senza condizioni; del rispetto espresso attraverso le parole, i gesti, gli sguardi; della collaborazione che fugge da qualsiasi forma di strumentalizzazione; della valorizzazione dell’altro/a e di tutte le sue risorse…allora forse comincerà a sorgere la civiltà dell’amore.

 

 

 

 

Parola di…Ispettrice

 

Carissimi,

 

un nuovo anno scolastico è iniziato, quasi in tutte le case si è impegnati per le varie programmazioni e, soprattutto, per creare quell’ambiente educativo tale da far sentire i giovani “a casa” ricordando sempre quanto affermava Don Bosco: “l’educazione è cosa di cuore!”.

La nostra Madre, all’inizio di questo nuovo anno, nella circolare 887 ci ha ricordato lo stile di relazione che deve caratterizzarci per essere presenza educativa tra i giovani; afferma, infatti, che “la qualità delle relazioni è verifica dell’esperienza dell’amore preveniente di Dio, della sequela onesta e gioiosa di Gesù, della fedeltà allo Spirito d’amore e contribuisce ad assicurare quel fascino che rende la vita consacrata segno credibile ed efficace”.

I nostri fondatori esortavano a vivere lo “spirito di famiglia” che rendeva le nostre comunità “case dell’amor di Dio”, la Madre, infatti, continua: “in ogni comunità l’essere e il sentirsi famiglia esige il passaggio dall’io al noi, dal mio progetto al progetto comune, dal mio interesse a quello delle altre, dal semplice voler bene a volere il bene”

Come comunità educante sentiamoci interpellati, in prima persona, da queste parole per viverle nel quotidiano, luogo della nostra santificazione. Sarà questa la migliore preparazione al Capitolo Ispettoriale che celebreremo dal 21 ottobre al 4 novembre p.v.

Ci accompagni, anche, M.Morano che nel suo pellegrinaggio tra le case dell’Ispettoria sta risvegliando l’entusiasmo del carisma, chiediamogli che ci renda testimoni di gioia e di speranza

Con tanto affetto

 

 

Microfono a…   

 

Assemblea ispettoriale

Il 23 Settembre scorso si è svolta a Catania, Casa ispettoriale, l’assemblea ispettoriale di inizio d’anno. All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle comunità educanti dell’Ispettoria. Dopo il saluto di Sr.Aurelia Rossi che ha invitato le comunità a fare della speranza cristiana lo stile di vita e di annuncio, l’Ispettrice, Sr.Giuseppina Barbanti, ha presentato gli obiettivi dell’incontro che, essenzialmente, erano di approfondire il tema della comunità educante e consegnare il progetto ispettoriale “Comun.I.care”. Il primo obiettivo è stato raggiunto grazie all’intervento di P.I.Bellante che ha presentato, in modo magistrale, il tema: “Comunità credenti e credibili”.

Nel pomeriggio si è passati alla presentazione del progetto formativo dell’ispettoria che ci accompagnerà per questi prossimi due anni evidenziandone il cammino che lo ha preceduto, i temi fondamentali e la struttura del testo stesso. Ora il lavoro ritorna alle comunità locali che, sicuramente, sapranno tradurre quanto offerto in percorsi concreti formativi. Sarà il cammino che ci accompagnerà al Capitolo Generale e, soprattutto, ci permetterà di rinnovare il volto carismatico delle nostre comunità

 

 

Buon compleanno Radio for you

Quella che era una sfida è diventata una realtà, Radio for you è già arrivata  al suo primo anno di vita,  il 7 ottobre scorso  con una grande puntata dell’angolo della camomilla si è, infatti, festeggiato il suo primo compleanno.

Il lieto evento era stato preceduto dalla rimodellazione grafica dell’home page che ora si presenta più giovanile e dinamica.

All’angolo della camomilla hanno partecipato, direttamente dagli studi della radio, i giovani degli oratori di Canicattì, di Palermo Gesù adolescente, Catania insieme con i loro conduttori: Don Gabriele, Cesare e Sr.Carla.  Non sono mancati i collegamenti telefonici con varie parti del mondo, in particolare con gli emmegiessini all’estero.

Mascotte della serata è stata “Briciola”, un barboncino che ha animato la serata a suon di batteria.

Dopo un anno di positivo riscontro in termini di  attività  e di ascoltatori Radio for you si ripresenta con nuove rubriche e nuovi conduttori, già in onda sono Free-spaces, La squadra del pallone, L’angolo della camomilla, Family day, il News e Together. Altri programmi si possono trovare sul sito della radio: www.radioforyou.pcn.net

 

 

“Renditi umile, forte e robusto…a suo tempotutto comprenderai”

Da Torino le nostre postulanti Linda, Luisa e Patrizia, insieme alle loro compagne scrivono alle nostre comunità

 

Carissime comunità, due settimane a Torino sono volate in fretta e ora la medaglia la teniamo stretta stretta!!

Quest’anno la comunità di via Giulio ha accolto 13 postulanti provenienti da tutta Europa: Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Italia (ispettoria romana, sicula, triveneta e meridionale.. in particolare Albania)

La celebrazione per l’imposizione della medaglia è stata molto semplice ma importante per tutte noi. Abbiamo meditato sulle letture che ci stavano più a cuore e alla fine ci siamo lasciate guidare da Isaia “tu sei prezioso ai miei occhi” (Is 43, 1-5), dal salmo 138 e dal vangelo di Giovanni “rimanete nel mio amore…non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv 15, 1-16).

Ci sentiamo preziose agli occhi del Signore e di tutte le persone che ci hanno ricordate in maniera del tutto speciale, e in noi c’è la consapevolezza che siamo serve inutili ma scelte da Dio per adempiere alla Sua chiamata d’Amore e per occupare quel posto che nessun altro potrebbe mai colmare.

Ci siamo lasciate interpellare dal sogno dei nove anni di don Bosco e dalla visione di Borgoalto avuta da Madre Mazzarello: nostre guide sicure e punti di riferimento.

Abbiamo iniziato la nostra giornata partecipando alla S. Messa in Basilica, affidando il nostro cammino a Maria Ausiliatrice e ai santi salesiani!

Dopo pranzo ci siamo rinchiuse nei camerini per la trasformazione.. in gonna siamo uscite e subito ci siamo spaurite!

A parte tutto.. è stato un forte momento di comunione e di affidamento al Signore per mezzo di alcune mediazioni speciali: sr Celestina Corna (ispettrice IPI), sr Giuseppina Barbanti (ispettrice ISI), sr Marinella Scano (ispettrice IRO), e tutte le altre ispettrici presenti con il cuore.

Alla celebrazione hanno partecipato le FMA di varie comunità di Torino, alcuni chierici salesiani e alcuni collaboratori, la loro presenza ci ha fatto sentire parte di una grande famiglia nata dall’ opera perseverante del nostro fondatore che ha creduto alle parole di Maria: “a suo tempo tutto comprenderai”.

Desideriamo ringraziare con tutto il cuore ciascuna di voi, perché con la vostra preghiera e il vostro pensiero ci siete state vicine e avete condiviso con noi questo momento così importante del nostro cammino.

Continuiamo ad affidarci alle vostre preghiere.

Con affetto

Anna, Aurora, Diana, Elisa, Ermelinda, Francesca, Jolanda, Jolanta, Luisa, Malvina, Nicoletta, Patrizia e Susanna

 

 

CGS: Message in the bottle

Citando i mitici Police, celeberrimo gruppo rock ancora in auge, invio un messaggio, un appello …  – come di bottiglia sull’onda del mare.

Intanto, cosa è il CGS: è questo l’acronimo che sta per Cinecircoli Giovanili Socioculturali, una delle tre associazioni del Tempo Libero (TL) “creatura” dei Salesiani (SDB ed FMA), come la PGS per lo Sport ed il TGS per il Turismo, all’interno di una sempre più organica Pastorale Giovanile e quindi dell’MGS (Movimento Giovanile Salesiano).

Cosa fanno. Pur rimandando i CGS proprio alla struttura dei Cineclub (questa infatti l’originaria denominazione), mentre molti di essi continuano ad occuparsi prevalentemente di cinema, molti altri - e non solo da recente - anche di teatro, danza, musical, poesia, video, musica liturgica, multimedialità, internet, radio, stampa e…quant’altro. In una parola di Cultura&Comunicazione, con finalità educative e pastorali, secondo lo stile di don Bosco.

Come le altre associazioni del TL, i CGS sono associazioni di diritto civile, con una autonomia statutaria e finanziaria, rappresentando peraltro una preziosa occasione di responsabilizzazione dei laici nel “mondo”; all’interno dei singoli CGS (ma anche a livello regionale e nazionale) v’è un delegato (o delegata) SdB o FMA, il quale garantisce fedeltà al carisma ed al Progetto Educativo Pastorale Salesiano.

Attualmente in Sicilia abbiamo una ventina di CGS operativi, anche se ve stanno altri in stand by per vicissitudini varie ed altri ancora in fase di gestazione e proprio per questo il Direttivo Regionale vuole rimotivare e sostenere i Circoli ed i Dirigenti locali con alcune iniziative di cui una è un campo regionale per dirigenti regionali e locali, diretto a tutti coloro che credono alla cultura  come strumento di crescita umana e cristiana per noi e per i giovani con cui lavoriamo.

Il campo si terrà all’Hotel Emmaus di Zafferana Etnea,  il 27 e 28 ottobre prossimi, peraltro in occasione della locale Fiera del miele e dei prodotti tipici detta Ottobrata”.

Chiudo il messaggio nella bottiglia, sperando che, chi abbia la ventura di leggerlo, ci dia una mano, meglio due, a coinvolgere - nel modo migliore - le persone giuste.

Buon lavoro a tutti. Contattateci!!!

Domenico Messina,Salesiano Cooperatore, Vicepresidente CGS - Sicilia

 

 

Seminario di formazione europea

Anche quest’anno, per il diciannovesimo consecutivo, il Centro Italiano Opere Femminili Salesiane - Formazione Professionale (CIOFS-FP), con la partecipazione dell’ISFOL e degli Enti di FORMA e CONFAP, ha promosso il Seminario di Formazione Europea. L’iniziativa, che si è tenuta nei giorni 6-8 settembre 2007 a Palermo, ha avuto come tema “Competenze del cittadino europeo a confronto

Lo studio sulle Competenze del Cittadino Europeo permette la prosecuzione dell’approfondimento metodologico messo a punto nell’ultimo decennio dalla Formazione Professionale. L’impegno e l’esperienza hanno spinto ad adottare e suggerire una metodologia basata sulle competenze che consentono di affrontare i saperi in rapporto alla possibilità di utilizzo. Per una significativa percentuale di ragazzi l’acquisizione di saperi passa attraverso processi attivi. La individuazione di competenze, l’esercizio e la ricerca delle conoscenze necessarie al possesso di esse motiva ad apprendere. Da questa angolatura si sono affrontate le Competenze della Cittadinanza Europea Attiva.

La scelta di realizzare l’evento in Sicilia è stata dettata dal dibattito in corso sull’assetto da dare al sistema di formazione professionale presente nella Regione Siciliana. L’evento ha voluto offrire un contributo per la valorizzazione di detto sistema sia in rapporto alla necessità di ridurre il tasso di dispersione scolastica, particolarmente significativo in Sicilia, sia in vista del raggiungimento degli obiettivi di Lisbona.

Obiettivo importante dell’iniziativa è stata la partecipazione attiva degli operatori appartenenti ai diversi Organismi impegnati nella formazione e nella scuola, provenienti da tutte le regioni. La partecipazione è stata notevole sia riguardo agli esperti che hanno offerto il loro contributo, sia riguardo i partecipanti

Il seminario si è realizzato con il patrocinio della Regione Siciliana, della Città di Palermo dell’Assessorato al Turismo del Comune di Catania

 

 

 

Scrivono dalle comunità…

 

 

In ascolto della Parola

Nei giorni 19-20-21 settembre 2007 la Diocesi di Noto ha celebrato il convegno diocesano di apertura dell’anno pastorale. La partecipazione di presbiteri, religiosi e laici è stata numerosa. Hanno partecipato le Figlie di Maria Ausiliatrice delle comunità della diocesi: Modica, Noto, Pachino, Pozzallo

Il convegno si è articolato in tre giorni attorno al tema: «In religioso ascolto della Parola di Dio “incarnata” nei problemi dell’uomo», lo stesso che sarà affrontato nel prossimo Sinodo dei Vescovi che si svolgerà nell’ ottobre 2008. I relatori sono stati Mons. Luciano Pacomio, Vescovo di Mondovì esperto in teologia biblica e pastorale e il Sac. Rosario Gisana, Rettore del nostro seminario ed esperto in Sacra Scrittura e Patrologia.

Il primo giorno del convegno si è aperto con la lettura del messaggio del Vescovo Mons Mariano Crociata, ordinato il 6 ottobre scorso, e si è proseguiti con la prima relazione di Mons. Pacomio sul tema: «In religioso ascolto della Parola di Dio attraverso le Sacre Scritture, il Magistero della Chiesa e la testimonianza dei Santi».

Il secondo giorno ha avuto come tema «L’ascolto docile della Parola di Dio culmine nella comunione eucaristica e nell’ascolto reciproco, di ogni prossimo e della storia» e il terzo giorno, infine, il tema è stato: «L’ascolto coerente della Parola di Dio conduce alla testimonianza missionaria fino al coraggioso servizio del Buon Samaritano».

I temi affrontati impegneranno la diocesi per tutto l’anno e così anche le comunità religiose, in particolare quelle delle FMA che sapranno illuminare la nostra programmazione ispettoriale “Comun.I.care” con la Parola di salvezza.

Pierpaolo Galota

 

 

 

 

La Periferica

La notizia circolava già da un po' di tempo tra i palazzi di Librino e non solo lì. In effetti da più di un mese la redazione ha cominciato a lavorare a ritmi sempre più frenetici fin quando stamattina il quartiere si è svegliato con un nuovo "strumento": La Periferica, un giornale tabloid di 8 pagine a colori che parla di Librino.

All'idea stava studiando da un pezzo il gruppo scout Agesci Catania 18 che proprio a Librino svolge da circa 10 anni la propria attività educativa. "Sentiamo sempre gli altri parlare di Librino; perchè non cominciamo a parlarne noi?". La Caritas catanese, che proprio a Librino aprirà presto un centro, si è resa immediatamente disponibile sostenendo l'iniziativa e mettendo a disposizione alcuni locali per la futura redazione. Da quel momento la redazione è andata via via allargandosi.

Attraverso il giornale si vuole offrire al quartiere uno strumento di riscatto sociale ma anche un "laboratorio di idee", un luogo dove le tante realtà presenti nel territorio possano lavorare in rete.

"Questo giornale è uno strumento di lavoro - scrive Riccardo Orioles, direttore responsabile de la Periferica - Il lavoro consiste nel riportare Librino in Italia, da cui ora è molto lontano, parte per colpa propria e parte per colpa altrui. [...] Adesso abbiamo capito che non dobbiamo più chiedere niente a nessuno, ma crescere e organizzarci fra noi: insieme, numericamente, siamo la principale forza della città. Noi non facciamo appelli, non amiamo i discorsi, non promettiamo niente a nessuno. Vogliamo semplicemente studiare concretamente i problemi e organizzare concretamente la soluzione." Il giornale è distribuito gratuitamente presso tutte le parrocchie e altre realtà ecclesiali, nonché presso la Caritas

 

 

Si aprono le porte della scuola

Finalmente! dopo una considerevole sosta estiva tra tuffi, scalate, e divertimenti di vario tipo, la Scuola "Regina Margherita" apre i battenti alla numerosa ciurma degli aunni della Scuola primaria: sono tutti cresciuti e desiderosi di riattivare la loro vita con l'impegno scolastico. Tra i veterani cresciuti, fanno capolino le "matricole" che, per la prima volta, mettono il loro piedino nella Scuola primaria. Alcuni sono felici, altri ansiosi ed altri ancora preoccupati. La preoccupazione maggiore, affiora sul volto dei genitori. Alle 9 i ragazzi si radunano nel cortile della scuola per l'accoglienza ai più piccoli, da parte degli alunni di quinta che se ne assumono in pieno l'impegno. Tutto ha inizio con un momento di preghiera, impostato sulla proposta pastorale per i fanciulli: "Educhiamo con il cuore di Don Bosco" con tanta voglia di crescere come cresceva Gesù, in età sapienza e grazia. Sono presenti tutti i Genitori. i ragazzi di quinta animano questo momento celebrativo. La direttrice con la sua parola semplice, ricca di entusiasmo e gioia, esorta tutti ad utilizzare bene le vitamine per far crescere forti e robusti sotto lo sguardo materno di Maria, alla maniera di Don Bosco. Concludiamo la preghiera rivolgendoci al Padre con la Preghiera che Cristo ci ha Lasciato come modello di ogni preghiera. Il canto "Ciao Don Bosco" mette a tutti la gioia nel cuore. A questo punto entrano in scena gli alunni di quinta che tengono in mano un cuore, su cui è scritto un messaggio. Ad uno ad uno i bambini di prima, accompagnati dalla mamma o dal papà o da entrambi, ricevono dalle mani di un ragazzo di quinta il messagio personale. Ognuno riceve la consegna del cuore, del messaggio e il bacio della direttrice. E' un momento di accoglienza gioiosa e di fraternità. Tutto si conclude con un applauso generale da parte di tutti gli alunni e di tutti i genitori di questa scuola.

La comunità FMA di Modica

 

 

 

Yoseph

Da oggi 13 Ottobre  fino all’11 Novembre si terrà presso il Teatro Savio di Palermo il Musical “Yoseph” di Belardinelli e Castellacci, prodotto da Francesco Giacalone direttore del Teatro Savio, per la regia di Giovanni Sposito

Lo spettacolo è ispirato ad uno dei più bei racconti della Bibbia, la storia di Giuseppe l'ebreo, figlio di Giacobbe e capostipite, insieme ai fratelli, delle dodici tribù d'Israele.

YOSEPH (Il sogno di Giuseppe) non intende però essere la mera rappresentazione delle vicende di vita del protagonista. In realtà vuole portare sulla scena i temi fondamentali dell'amore, dell'odio e del perdono, evidenziando problematiche sociali quali la fame, la carestia, la schiavitù e l’emigrazione, di particolare interesse ed attualità, attraverso la rappresentazione di una delle saghe più emblematiche dell’Antico Testamento, quella della famiglia di Giacobbe, il cui figlio  riveste un importante ruolo nell’affermazione dei valori più alti del Cristianesimo.

Una storia di amore e di perdono pertanto questa che dà la possibilità di riflettere su tematiche scottanti adesso come allora, seppur esistenti sotto altre spoglie nella società odierna. Usando le parole del regista Giovanni Sposito: “…parecchi dei temi trattati sono il naturale spunto per dirette riflessioni sulla propria identità religiosa e culturale, che, per l’importanza che assume nel sociale, dovrebbe essere attentamente valutata, prescindendo da irrazionali tabù e da ogni possibile negazione al confronto con sé stessi”.

Lo spettacolo è interamente made in Sicily e si avvale di un cast di 48 elementi tra cantanti, attori, ballerini, coreografi, scenografi, tecnici e staff. Le musiche originali, vera colonna portante della narrazione, sono di Belardinelli mentre i testi portano la firma di Castellacci e La Porta.

Da segnalare ancora le coreografie di Emmy Di Gioia, le scenografie di Francesco Santoro ed i costumi di Domenico Scarano ed Erina Mollica.

Per chi fosse interessato alla visione del musical i giorni delle messe in scena sono ogni Sabato alle 21:30 ed ogni Domenica alle 18:30

Barbara Prestianni

 

 

 

Agenda…

 

…FMA

Ottobre

14-15 Incontro ispett.-ambiti (Roma)

18-19 Visita ispettoriale (Calatabiano)

20 Voti perpetui di Sr.Carmela Tomasello

21-22 Consiglio ispettoriale

21 CIOFS/Scuola: Assemblea

22-24 Visita ispettoriale (Agrigento)

24-25 Visita ispettoriale (Cammarata)

25-27 Visita ispettoriale (PA-Arenella M.A.)

31 ott.-4nov. Capitolo ispettoriale

 

Novembre

6-10 Visita ispettoriale (CT-Canalicchio)

9-11: Incontro FMA (46a. prof.in su)

11 Incontro commissione comunicazione

12-15 Visita ispettoriale (Acireale Sp.S.)

 

 

…Famiglia Salesiana

 

Ottobre

14 MGS: Attività zonali

14-15: CCSS: Comitato coordinatori

27-28 CGS: Campo regionale

28 Ex/e CT: Assemblea ispettoriale

28 PGS: Apertura anno sportivo

 

Novembre

2-4 CESI: Convegno giovani di Sicilia

10-11 “Una anno per il tuo futuro”

11 MGS: Attività zonali

 

 

 

Notizie di famiglia

 

Vivono già nell’abbraccio del Padre:

 

Sr. Teresa Ruggeri, fma

 

ü    Il fratello di Sr.Giuseppina La Rosa

ü    Il fratello di Sr.Maria Ciancio

ü    Il fratello di Sr.Caterina Lo Nigro

ü    Il fratello di Sr.Giovanna Tumino

ü    Il cognato di Sr.Giuseppina Vernuccio

ü    La sorella di Sr.Ignazia Tuminello

ü    La mamma di Sr.Angela Di Grazia

ü    Il cognato di Sr.Giuseppina Travaglianti

 

 

 

 

Scrivici                  

 

Vuoi che questo sia anche il tuo giornalino? Allora mandaci, entro il 10 di ogni mese, tutte le notizie, gli eventi, gli appuntamenti della tua comunità, associazione, gruppo e noi li pubblicheremo.

Casella di testo: Figlie di Maria Ausiliatrice
Ispettoria Sicula “M.M.Morano”
via Caronda, 224 Catania
Tel: 095. 72.85.011
Fax  095.50.25.27Responsabile:
Ambito comunicazione sociale
E.mail: 
 <script language='JavaScript' type='text/javascript'>
 <!--
 var prefix = 'ma' + 'il' + 'to';
 var path = 'hr' + 'ef' + '=';
 var addy12143 = 'comunicazioneISI' + '@';
 addy12143 = addy12143 + 'pcn' + '.' + 'net';
 document.write( '<a ' + path + '\'' + prefix + ':' + addy12143 + '\'>' );
 document.write( addy12143 );
 document.write( '<\/a>' );
 //-->\n </script><script language='JavaScript' type='text/javascript'>
 <!--
 document.write( '<span style=\'display: none;\'>' );
 //-->
 </script>Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
 <script language='JavaScript' type='text/javascript'>
 <!--
 document.write( '</' );
 document.write( 'span>' );
 //-->
 </script>
Sito web:
www.fmasicilia.pcn.netNotiziario a diffusione internaAscolta la nostra radio
Vai su
www.radio for you.pcn.net
MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2007

 

Tutte le Chiese per tutto il mondo

 

Cari fratelli e sorelle,

in occasione della prossima Giornata Missionaria Mondiale vorrei invitare l’intero Popolo di Dio - Pastori, sacerdoti, religiosi, religiose e laici - ad una comune riflessione sull’urgenza e sull’importanza che riveste, anche in questo nostro tempo, l’azione missionaria della Chiesa. Non cessano infatti di risuonare, come universale richiamo e accorato appello, le parole con le quali Gesù Cristo, crocifisso e risorto, prima di ascendere al Cielo, affidò agli Apostoli il mandato missionario: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato”. Ed aggiunse: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,19-20). Nell’impegnativa opera di evangelizzazione ci sostiene e ci accompagna la certezza che Egli, il padrone della messe, è con noi e guida senza sosta il suo popolo. E’ Cristo la fonte inesauribile della missione della Chiesa. Quest’anno, inoltre, un ulteriore motivo ci spinge a un rinnovato impegno missionario: ricorre infatti il 50° anniversario dell’Enciclica del Servo di Dio Pio XII Fidei donum, con la quale venne promossa e incoraggiata la cooperazione tra le Chiese per la missione ad gentes.

 

“Tutte le Chiese per tutto il mondo”: questo è il tema scelto per la prossima Giornata Missionaria Mondiale. Esso invita le Chiese locali di ogni Continente a una condivisa consapevolezza circa l’urgente necessità di rilanciare l’azione missionaria di fronte alle molteplici e gravi sfide del nostro tempo. Sono certo mutate le condizioni in cui vive l’umanità, e in questi decenni un grande sforzo è stato compiuto per la diffusione del Vangelo, specialmente a partire dal Concilio Vaticano II. Resta tuttavia ancora molto da fare per rispondere all’appello missionario che il Signore non si stanca di rivolgere ad ogni battezzato. Egli continua a chiamare, in primo luogo, le Chiese cosiddette di antica tradizione, che in passato hanno fornito alle missioni, oltre che mezzi materiali, anche un numero consistente di sacerdoti, religiosi, religiose e laici, dando vita a un’efficace cooperazione fra comunità cristiane. Da questa cooperazione sono scaturiti abbondanti frutti apostolici sia per le giovani Chiese in terra di missione, che per le realtà ecclesiali da cui provenivano i missionari. Dinanzi all’avanzata della cultura secolarizzata, che talora sembra penetrare sempre più nelle società occidentali, considerando inoltre la crisi della famiglia, la diminuzione delle vocazioni e il progressivo invecchiamento del clero, queste Chiese corrono il rischio di rinchiudersi in se stesse, di guardare con ridotta speranza al futuro e di rallentare il loro sforzo missionario. Ma è proprio questo il momento di aprirsi con fiducia alla Provvidenza di Dio, che mai abbandona il suo popolo e che, con la potenza dello Spirito Santo, lo guida verso il compimento del suo eterno disegno di salvezza.

 

A dedicarsi generosamente alla missio ad gentes il Buon Pastore invita pure le Chiese di recente evangelizzazione. Pur incontrando non poche difficoltà ed ostacoli nel loro sviluppo, queste comunità sono in crescita costante. Alcune abbondano fortunatamente di sacerdoti e di persone consacrate, non pochi dei quali, pur essendo tante le necessità in loco, vengono tuttavia inviati a svolgere il loro ministero pastorale e il loro servizio apostolico altrove, anche nelle terre di antica evangelizzazione. Si assiste in tal modo ad un provvidenziale “scambio di doni”, che ridonda a beneficio dell’intero Corpo mistico di Cristo. Auspico vivamente che la cooperazione missionaria si intensifichi, valorizzando le potenzialità e i carismi di ciascuno. Auspico, inoltre, che la Giornata Missionaria Mondiale contribuisca a rendere sempre più consapevoli tutte le comunità cristiane e ogni battezzato che è universale la chiamata di Cristo a propagare il suo Regno sino agli estremi angoli del pianeta. “La Chiesa è missionaria per natura - scrive Giovanni Paolo II nell’Enciclica Redemptoris missio -, poiché il mandato di Cristo non è qualcosa di contingente e di esteriore, ma raggiunge il cuore stesso della Chiesa. Ne deriva che tutta la Chiesa e ciascuna Chiesa è inviata alle genti. Le stesse Chiese più giovani debbono partecipare quanto prima e di fatto alla missione universale della Chiesa, inviando anch’esse dei missionari a predicare dappertutto nel mondo l’evangelo, anche se soffrono di scarsezza di clero” (n. 61).

 

A cinquant’anni dallo storico appello del mio predecessore Pio XII con l’Enciclica Fidei donum per una cooperazione tra le Chiese a servizio della missione, vorrei ribadire che l’annuncio del Vangelo continua a rivestire i caratteri dell’attualità e dell’urgenza. Nella citata Enciclica Redemptoris missio, il Papa Giovanni Paolo II, da parte sua, riconosceva che “la missione della Chiesa è più vasta della «comunione tra le Chiese»; questa deve essere orientata anche e soprattutto nel senso della missionarietà specifica” (n. 65). L’impegno missionario resta pertanto, come più volte ribadito, il primo servizio che la Chiesa deve all’umanità di oggi, per orientare ed evangelizzare le trasformazioni culturali, sociali ed etiche; per offrire la salvezza di Cristo all’uomo del nostro tempo, in tante parti del mondo umiliato e oppresso a causa di povertà endemiche, di violenza, di negazione sistematica di diritti umani.

 

A questa missione universale la Chiesa non può sottrarsi; essa riveste per essa una forza obbligante. Avendo Cristo affidato in primo luogo a Pietro e agli Apostoli il mandato missionario, esso oggi compete anzitutto al Successore di Pietro, che la Provvidenza divina ha scelto come fondamento visibile dell’unità della Chiesa, ed ai Vescovi direttamente responsabili dell’evangelizzazione sia come membri del Collegio episcopale, che come Pastori delle Chiese particolari (cfr Redemptoris missio, 63). Mi rivolgo, pertanto, ai Pastori di tutte le Chiese posti dal Signore a guida dell’unico suo gregge, perché condividano l’assillo dell’annuncio e della diffusione del Vangelo. Fu proprio questa preoccupazione a spingere, cinquant’anni fa, il Servo di Dio Pio XII a rendere la cooperazione missionaria più rispondente alle esigenze dei tempi. Specialmente dinanzi alle prospettive dell’evangelizzazione egli chiese alle comunità di antica evangelizzazione di inviare sacerdoti a sostegno delle Chiese di recente fondazione. Dette vita così a un nuovo “soggetto missionario” che, dalle prime parole dell’Enciclica, trasse appunto il nome di “Fidei donum”. Scrisse in proposito: “Considerando da un lato le schiere innumerevoli di nostri figli che, soprattutto nei Paesi di antica tradizione cristiana, sono partecipi del bene della fede, e dall’altro la massa ancor più numerosa di coloro che tuttora attendono il messaggio della salvezza, sentiamo l’ardente desiderio di esortarvi, Venerabili Fratelli, a sostenere con il vostro zelo la causa santa della espansione della Chiesa nel mondo”. Ed aggiunse: “Voglia Iddio che in seguito al nostro appello lo spirito missionario penetri più a fondo nel cuore di tutti i sacerdoti e, attraverso il loro ministero, infiammi tutti i fedeli” (AAS XLIX 1957, 226).

 

Rendiamo grazie al Signore per i frutti abbondanti ottenuti da questa cooperazione missionaria in Africa e in altre regioni della terra. Schiere di sacerdoti, dopo aver lasciato le comunità d’origine, hanno posto le loro energie apostoliche al servizio di comunità talora appena nate, in zone di povertà e in via di sviluppo. Tra loro ci sono non pochi martiri che, alla testimonianza della parola e alla dedizione apostolica, hanno unito il sacrificio della vita. Né possiamo dimenticare i molti religiosi, religiose e laici volontari che, insieme ai presbiteri, si sono prodigati per diffondere il Vangelo sino agli estremi confini del mondo. La Giornata Missionaria Mondiale sia occasione per ricordare nella preghiera questi nostri fratelli e sorelle nella fede e quanti continuano a prodigarsi nel vasto campo missionario. Domandiamo a Dio che il loro esempio susciti ovunque nuove vocazioni e una rinnovata consapevolezza missionaria nel popolo cristiano. In effetti, ogni comunità cristiana nasce missionaria, ed è proprio sulla base del coraggio di evangelizzare che si misura l’amore dei credenti verso il loro Signore. Potremmo così dire che, per i singoli fedeli, non si tratta più semplicemente di collaborare all’attività di evangelizzazione, ma di sentirsi essi stessi protagonisti e corresponsabili della missione della Chiesa. Questa corresponsabilità comporta che cresca la comunione tra le comunità e si incrementi l’aiuto reciproco per quanto concerne sia il personale (sacerdoti, religiosi, religiose e laici volontari) che l’utilizzo dei mezzi oggi necessari per evangelizzare.

Cari fratelli e sorelle, il mandato missionario affidato da Cristo agli Apostoli ci coinvolge veramente tutti. La Giornata Missionaria Mondiale sia pertanto occasione propizia per prenderne più profonda coscienza e per elaborare insieme appropriati itinerari spirituali e formativi che favoriscano la cooperazione fra le Chiese e la preparazione di nuovi missionari per la diffusione del Vangelo in questo nostro tempo. Non si dimentichi tuttavia che il primo e prioritario contributo, che siamo chiamati ad offrire all’azione missionaria della Chiesa, è la preghiera. “La messe è molta, ma gli operai sono pochi – dice il Signore -. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe” (Lc 10,2). “In primo luogo - scriveva cinquant’anni or sono il Papa Pio XII di venerata memoria - pregate dunque, Venerabili Fratelli, pregate di più. Ricordatevi degli immensi bisogni spirituali di tanti popoli ancora così lontani dalla vera fede oppure così privi di soccorsi per perseverarvi” (AAS, cit., pag. 240). Ed esortava a moltiplicare le Messe celebrate per le Missioni, osservando che “ciò risponde ai desideri del Signore, che ama la sua Chiesa e la vuole estesa e fiorente in ogni angolo della terra” (ibid., pag. 239).

 

Cari fratelli e sorelle, rinnovo anch’io questo invito quanto mai attuale. Si estenda in ogni comunità la corale invocazione al “Padre nostro che è nei cieli”, perché venga il suo regno sulla terra. Faccio appello particolarmente ai bambini e ai giovani, sempre pronti a generosi slanci missionari. Mi rivolgo agli ammalati e ai sofferenti, ricordando il valore della loro misteriosa e indispensabile collaborazione all’opera della salvezza. Chiedo alle persone consacrate e specialmente ai monasteri di clausura di intensificare la loro preghiera per le missioni. Grazie all’impegno di ogni credente, si allarghi in tutta la Chiesa la rete spirituale della preghiera a sostegno dell’evangelizzazione. La Vergine Maria, che ha accompagnato con materna sollecitudine il cammino della Chiesa nascente, guidi i nostri passi anche in questa nostra epoca e ci ottenga una nuova Pentecoste di amore. Ci renda, in particolare, consapevoli tutti di essere missionari, inviati cioè dal Signore ad essere suoi testimoni in ogni momento della nostra esistenza. Ai sacerdoti “Fidei donum”, ai religiosi, alle religiose, ai laici volontari impegnati sulle frontiere dell’evangelizzazione, come pure a quanti in vario modo si dedicano all’annuncio del Vangelo assicuro un ricordo quotidiano nella mia preghiera, mentre imparto con affetto a tutti la Benedizione Apostolica.

SECONDO PROGETTO

 

KHOUPUM VALLEY

Khoupum Valley e’ una delle suddivisioni di Tamenglong district del Manipur (India). Questa valle è  in mezzo alla foresta e ci sono 15 villaggi. Non ci sono bus perche’ la strada e’ piccola, solo jeep, scooter e biciclette possono circolare. A causa di questo la gente non ha nessuna possibilità per l’educazione, per le medicine e anche per la pratica della fede.In questa valle la gente non ha nessuna conoscenza della vita della città ed è molto semplice, aperta e generosa. Vivono in capanne fatte con bambù e il tetto di paglia.

La missione di Khoupum si prende cura di 15 villaggi. Le ragazze e ragazzi non vanno a scuola, perche non hanno la possibilità.

Le suore portano le ragazze e i ragazzi nel loro internato per dare la possibilità di un’educazione. La popolazione non cresce tanto perchè la mortalità è alta a causa della poca cura della salute, della mancanza di igiene e di ospedali e medicinali.

Le ragazze che tornano dall`internato possono predersi cura della loro famiglia e anche dei vicini, cosi poco per volta la gente può emanciparsi da questa situazione di estrema povertà.

 

Obiettivi del progetto

Gli obiettivi di questo progetto sono di portare medicine e altri beni di prima necessità a questa popolazione. Le FMA vogliono portare la buona novella di Gesù a questa gente aperta al soffio dello Spirito. Inoltre vogliono offrire un aiuto per quanto riguarda l’igiene, la cura della persona, della casa, della famiglia. Vorrebbero evitare di allontanare i giovani dal loro villaggio per andare a scuola, le suore vogliono creare lì dei luoghi di educazione. Per fare tutto questo non ci sono possibilità economiche né da parte del governo, né da parte delle ONG.

Proprio per questo le FMA dell’ispettoria indiana chiedono a noi un aiuto concreto per l’acquisto di un veicolo che permetta alla suore di raggiungere questa popolazione.

 

Destinatari del progetto

La gente di 15 villaggi e anche le ragazze dell’internato

 

Costi del progetto

€ 8,000

 
BENEDICTUS PP. XVI