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Le catechesi del Vescovo Pennisi ed il messaggio ai ragazzi siciliani riuniti a Gela.
Carissimi giovani,
Allinizio
di questa veglia di preghiera invio il mio più
cordiale saluto a voi giovani riuniti a Gela per la
GMG regionale del Movimento Giovanile Salesiano e per il Meating diocesano
dei giovani in occasione della veglia di
preghiera per Giornata Mondiale della Gioventù di Sidney che ha come tema: «Avrete forza dallo
Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni» (At 1,8).
Lo
Spirito Santo è spirito di verità, damore e di fortezza che ci dona il
coraggio di vivere il Vangelo e di testimoniarlo a tutti.
Lo Spirito Santo è lanima, il respiro vitale
della nostra vita cristiana e della
Chiesa.
Lo Spirito Santo è il grande, unico, immenso
Dono che, si divide in tanti doni per tornare a ricomporsi in unità nella
Chiesa, per la quale tutti i doni sono dati.
Lo Spirito santo è sorgente di ogni comunione e
di ogni comunità.
Per comprendere la missione della Chiesa dobbiamo tornare nel Cenacolo dove i discepoli restarono
insieme (cfr Lc 24,49), pregando con Maria, madre della Chiesa, in attesa dello
Spirito promesso.
La fecondità
missionaria è frutto dellincessante preghiera
comunitaria che ci aiuta ad essere «un
cuore solo e unanima sola» (cfr At 4,32), e a testimoniare lamore e la gioia
che lo Spirito Santo infonde nei nostri
cuori .
Carissimi
giovani, anche oggi lo Spirito Santo
continua ad agire con potenza nella
Chiesa .
Nella misura in cui siete disposti ad aprirvi
alla sua forza rinnovatrice egli produce il suo frutto cioè «amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà,
fedeltà, mitezza e dominio di sé».
Una persona senza
la presenza dello Spirito Santo è come una macchina senza benzina. Senza lo
Spirito Santo Dio è lontano, Cristo rimane nel passato, il Vangelo è lettera
morta, la Chiesa è una semplice organizzazione umana, l'autorità è un
dominio, la missione una
propaganda, la liturgia un
arcaismo, la condotta umana una morale
da schiavi, la nostra società freme per i brividi della morte.
Ma nello Spirito Santo: Dio è
vicino, Cristo risorto è presente, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa esprime la comunione della Trinità, l'autorità è un servizio
liberatore, la missione è una Pentecoste, la liturgia è memoriale dellamore di Cristo e anticipazione del
Regno di Dio, lo Spirito consolatore cura i brividi delle nostre paura con le sue carezze divine.
Lo Spirito Santo è il Maestro interiore che ci apre alla fede , accende in noi il fuoco
dellamore, ci rende missionari dell
amore di Dio, capaci di amare il prossimo e pronti a
metterci al suo servizio.
Lo Spirito è il protagonista della missione che viene ad aiutarci perché si realizzi il piano di Dio in noi superando ogni
chiusura e ogni paura e scoraggiamento.
Lo Spirito di Gesù oggi invita voi giovani ad essere portatori della bella notizia di Gesù
ai vostri coetanei. Voi conoscete le idealità, i linguaggi, ed anche le ferite,
le attese, ed insieme la voglia di bene dei vostri coetanei.
Ognuno di voi abbia il coraggio di promettere
allo Spirito Santo di portare altri giovani a Gesù Cristo, sapendo
«rendere conto della speranza che è voi con dolcezza e rispetto» (cfr
1 Pt 3,15).
Siate
pronti a porre in gioco la vostra vita
per illuminare il
mondo con la verità di Cristo e per proclamare la
speranza di Cristo risorto
in ogni angolo della terra.
La
veglia di questa sera in unione ai tanti vostri coetanei che si trovano a
Sidney attorno
a Papa
Benedetto XVI è
unoccasione provvidenziale per sperimentare appieno la potenza dello Spirito Santo.
Insieme invocheremo lo Spirito Santo, chiedendo
con fiducia
a Dio il dono di una rinnovata Pentecoste per
la Chiesa e per lumanità del
terzo
millennio.
Maria, unita in preghiera agli Apostoli
nel Cenacolo, ottenga
per tutti i giovani cristiani una nuova effusione
dello Spirito Santo che ne
infiammi i cuori.
In questa veglia pregherò con voi e per voi perché il dono dello Spirito fruttifichi
nella vostra vita, , apra i vostri cuori alla speranza, vi educhi al
dialogo, vi insegni larte di amare Dio
e il prossimo, vi renda testimoni gioiosi e coraggiosi di Gesù Cristo.
Con questi sentimenti vi benedico tutti con
grande affetto.
+
Michele Pennisi
Catechesi Venerdì
18 luglio 2008 - Mons.
Michele
Pennisi
Inviati nel
mondo: lo Spirito Santo, protagonista della missione : «Avrete forza dallo
Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni» (At 1, 8)
1. Vocazione
alla santità e responsabilità missionaria
Nella vocazione
cristiana che una vocazione alla santità cioè alla felicità piena non si può mai
separare la chiamata alla santità dalla chiamata
alla missione, che è una necessità
che si impone a ogni cristiano .
E importante che ci convinciamo della necessità e dellurgenza della missione della chiesa che è quella di annunciare il Vangelo e
testimoniare la fede operante attraverso la carità.
Molti
giovani guardano alla loro vita con preoccupazione e si pongono tanti
interrogativi circa il futuro.
Essi
si chiedono : Come inserirsi in un mondo segnato da numerose e gravi
ingiustizie e sofferenze? Come reagire allegoismo e alla violenza che talora
sembrano prevalere? Come dare senso pieno alla vita? Come contribuire perché il
frutto dello Spirito che è «amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà,
fedeltà, mitezza e dominio di sé» possa inondare questo mondo ferito e fragile,
il mondo dei giovani anzitutto? A quali condizioni lo Spirito che rinnova la faccia della terra può diventare
lanima nuova dellumanità?
Qualcuno pensa che presentare
il tesoro prezioso della fede alle persone che non lo conoscono o non lo apprezzano essere
intolleranti verso di loro, ma non è così, perché proporre Cristo non significa
imporlo . Il cristiano si differenzia da
un talebano non impone ma propone, non
costringe ma invita, non toglie libertà dellaltro ma la sfida proponendo una libertà più grande in positivo non sola dai vai condizionamenti
ma per unamore più autentico.
Annunciare
il vangelo è il primo atto di carità verso il prossimo.
Diceva a Colonia il mio
confratello Domenico Sigalini : Il mondo è pieno di gente che ha sete di Dio e
non cè nessuno che laiuta a spegnere la sete a una sorgente; cè tanta gente
che spera in una salvezza e deve fare la fila dai maghi; molti sentono il
bisogno di avere certezze e si rivolgono agli oroscopi; molti giovani hanno
domanda di Dio e si vedono rifilare solo la droga o la birra; tanti uomini e
donne desiderano il perdono, la pace interiore, e si devono accontentare dei
calmanti. Tutti cerchiamo un senso alla nostra vita, una risposta alle nostre
domande più profonde e spesso siamo costretti a vivere alla giornata.
2. La Pentecoste, punto di partenza della
missione della Chiesa
Scriveva Romano Guardini: La Pentecoste è lora natalizia della fede
cristiana come un essere in Cristo, non per una semplice esperienza religiosa,
ma per unoperazione dello Spirito Santo.
Come Gesù inizia il suo
ministero alle nozze di Cana dopo aver
ricevuto il dono dello Spirito al Giordano, così la chiesa inizia la sua missione profetica dopo la discesa dello
Spirito sugli apostoli il giorno della Pentecoste ed è guidata e rinnovata ogni
giorno dal dono dello Spirito santo.
Quando i primi discepoli radunati
con Maria nel cenacolo ricevettero il dono dello Spirito Santo sotto forma di
lingue di fuoco "furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a
parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro il potere di
esprimersi"(At 2,4). Dopo che la Chiesa, insieme con Maria, è stata
raccolta per quaranta giorni nella preghiera, a Pentecoste riceve il dono delle
lingue col quale può farsi capire da
tutti i popoli.
Con la Pentecoste incomincia
lultima fase della storia della salvezza, incomincia il tempo della chiesa,
nel quale lo stesso Gesù, diventato per
la risurrezione Signore
della storia, continua per mezzo dello Spirito la sua attività salvifica, che
si estende a tutti i luoghi e a tutti i tempi.
Con la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli e su Maria riuniti nel cenacolo il giorno
della Pentecoste.
viene vinta la paura degli apostoli
, che vanno sulle piazze ad annunciare a tutti l'avvenimento del compimento del
mistero pasquale attraverso il dono dello Spirito che è capace di perdonare i peccati, di
cambiare la vita, come una energia divina che penetra nella storia e la
rinnova, come una forza nuova che aiuta a comprendere la parola di Dio come
attuale in ogni epoca e rinfresca la memoria sul senso dell'evento salvifico di
Cristo
Gli apostoli da pescatori intimoriti , uomini
«senza istruzione e popolani» (cfr At 4,13) , diventano araldi coraggiosi del Vangelo. Niente poteva fermarli. A
coloro che cercavano di ridurli al silenzio rispondevano: «Noi non possiamo
tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20).
La Pentecoste segna la Chiesa come comunità missionaria che dal giorno della
Pentecoste non ha cessato di irradiare
la Buona Novella «fino
agli estremi confini della terra» (At 1,8).
Lo Spirito infonde forza, coraggio e libertà di parola
per superare tutte le difficoltà che si possono incontrare nellesercizio
dellannuncio del vangelo.
Leffusione dello Spirito continua nella chiesa anche ai
nostri giorni, per cui veramente il popolo di Dio cammina per le strade della
storia, è una comunità profetica capace di leggere i segni dei tempi e di
muoversi nella giusta direzione guidata e stimolata dallo Spirito che la
vivifica.
Gli uomini e le donne che hanno ricevuto l'effusione
dello Spirito Santo sono le creature
nuove, trasformate dal soffio che ricrea le cose; pieni damore, dal cuore
dilatato, dallocchio puro, dal volto gioioso.
Gli uomini e le
donne rinnovati dello Spirito, usciti
dal cenacolo , fecondati nellintimo per diffondere nel mondo il fuoco di
Pentecoste, testimoniano che lo Spirito del Signore ha riempito luniverso».
Come gli apostoli, dopo l'effusione dello Spirito, uscirono intrepidi da
Cenacolo, a portare il Vangelo a tutti, anche ciascuno di noi deve sentirsi
coinvolto nell'avventura di una nuova evangelizzazione .
Cè un triplice movimento che
contraddistingue la Pentecoste storica e ogni pentecoste, nella quale possiamo
intravedere non solo licona della Chiesa-comunione,
ma anche quella della Chiesa-missione.
Si
tratta di tre passaggi che ritroviamo sia nella missione di Gesù che in quella
della Chiesa: la preghiera assidua,
la venuta dello Spirito, la testimonianza.
1. La preghiera assidua è un
atteggiamento interiore che è sempre
presente in Gesù, anche nel fiume Giordano quando in preghiera attendeva il battesimo di Giovani che coincise con la rivelazione della
sua missione divina nelal quale è
coinvolta tutta la Trinità.
2. Il secondo passaggio è
proprio quello della discesa dello
Spirito, che avvenne, nel caso di Gesù nel battesimo come anche nel caso
degli apostoli riuniti nel Cenacolo, in forma visibile: in Gesù sotto forma di
colomba, negli apostoli sotto forma di vento impetuoso e di lingue di fuoco.
3. Il terzo passaggio, è la testimonianza caratterizzata dallurgenza come ci
racconta il vangelo quando
ci dice che Gesù, dopo essere stato nel deserto ed essere stato battezzato,
tornò in Galilea con la potenza dello
Spirito e iniziò a predicare lavvento del regno di Dio.
Dopo la discesa dello Spirito cè la fretta di
correre in missione, lurgenza di
annunciare e di non rimandare la diffusione del Vangelo, lurgenza che
fece partire in fretta Maria, lurgenza che
caratterizzò la missione degli apostoli e che ha permesso che la fede arrivasse
fino agli estremi confini della terra e fino a noi.
Non cè spazio, allora, per linerzia. Non cè tempo
per dietrologie su Dio: la nuova evangelizzazione incombe, il Vangelo non può
arretrare! «Guai a me se non predicassi
il Vangelo» (1 Cor 9, 16) grida
S. Paolo da duemila anni.
3 Il
richiamo dello Spirito alla nuova evangelizzazione
Il
miracolo della Pentecoste non si è esaurito ma continua nella vita della
Chiesa che attraverso il battesimo e la
confermazione realizza una nuova Pentecoste facendo della missione il suo compito prioritario.
Papa Benedetto nel Convegno di Verona ha detto:
La nostra vocazione e il nostro compito di cristiani consistono nel cooperare
perché giunga a compimento effettivo, nella realtà quotidiana della nostra
vita, ciò che lo Spirito Santo ha intrapreso in noi col Battesimo: siamo
chiamati infatti a divenire donne e uomini nuovi, per poter essere veri
testimoni del Risorto e in tal modo portatori della gioia e della speranza
cristiana nel mondo, in concreto, in quella comunità di uomini entro la quale
viviamo.
Giovanni Paolo II ha indicato alla Chiesa del
terzo millennio la prospettiva di una nuova evangelizzazione. A Puebla, parlò
di una
nuova evangelizzazione. Nuova nel suo ardore, nei suoi metodi, nelle sue
espressioni.
· Evangelizzazione
nuova nel suo ardore: levangelizzatore è colui il quale ha
avuto un incontro personale, speciale con Cristo, si è innamorato di lui e
vuole contagiare tutti con il suo entusiasmo.
· Evangelizzazione
nuova nei suoi metodi: levangelizzatore
è spinto dallo Spirito a servire una Chiesa meno clericale e più comunitaria,
con una maggiore partecipazione dei
laici e la giusta valorizzazione dei ministeri carismatici di cui sono portatori nella vita della Chiesa.
· Evangelizzazione
nuova nelle sue espressioni: il nuovo
evangelizzatore , docile
allo Spirito, è colui che ha capito che essere cristiani non è
innanzitutto
conoscere a una dottrina o fare una scelta etica ma lincontro con la persona di
Gesù Cristo che ci rivela Dio come amore. Egli perciò si rivolge al cuore più che alla mente e suscita una
testimonianza di vita, anche se non esclude la ricerca della verità.
Il Vangelo è
comunicazione da cuore a cuore: è un annuncio immediato, senza mediazioni.
Dobbiamo rivelare Gesù e non noi stessi; è Cristo che deve apparire e non le
nostre invenzioni comunicative.
Gesù non ha inviato i suoi
apostoli a insegnare teorie o idee astratte, ma a testimoniare ciò che avevano
udito e visto. Spesso appare che noi
siamo più preoccupati di insegnare una dottrina piuttosto che di comunicare la
vita divina: per crescere nella vita di Dio, la vita nuova in Cristo,
bisogna prima essere rinati dalla potenza dello Spirito Santo!
Per noi cristiani Gesù Cristo è la Verità che
ci conduce alla Vita, siamo chiamati a
fare la verità(cfr. Gv 3,21), ad
essere discepoli
della verità, avendo però al
coscienza che la verità non è qualcosa che si
possiede, ma Qualcuno che ci possiede perché ci ama e che orienta le scelte
della nostra vita.
Il Vangelo di Gesù, proprio
in forza dello Spirito, vuole diventare
bella notizia per i poveri, liberazione per i prigionieri, vista ai
ciechi, un messaggio sorprendente che
riempie di gioia e cambia la vita; che libera dallincubo della schiavitù agli
idoli del potere, del denaro, del piacere sfrenato; che apre gli occhi alle
bellezze che Dio ci ha donato, ai sorrisi degli amici, allimplorazione di
aiuto dei fratelli; che dà agli oppressi e agli umiliati da vari poteri di questo mondo la
dignità di figli di Dio.
Siamo chiamati ad essere testimoni di Gesù Cristo risorto speranza del mondo
in ogni angolo della terra, pronti sempre a rispondere a chiunque ci
domandi ragione della speranza che è in noi con dolcezza e rispetto (cf
1 Pt 3, 15).
Siamo chiamati ad Essere
servi per amore. Noi non possiamo
annunciare il Vangelo nella potenza dello Spirito, se, come dice Paolo ai
Corinzi, non ripetiamo ogni giorno, «quanto
a noi, siamo i vostri servitori per amore
di Gesù» (2 Cor 4, 5).
Nel novembre del 1972, Paolo VI diceva: «La Chiesa ha bisogno di fuoco nel cuore, di parola sulle labbra, di profezia nello sguardo».
Sono tre espressioni che definiscono
la perenne Pentecoste:
Dobbiamo
invece constatare come spesso non riusciamo
ad essere apostoli di questo fuoco, dalle labbra traboccanti della
Parola di vita, dallo sguardo luminoso capace di affascinare gli altri per
indirizzarli a Gesù.
Talvolta invece che
annunciatori rischiamo di essere propagandisti del vangelo cioè persone , più o
meno prezzolate, che non si
coinvolgono profondamente con il
messaggio che trasmettono, che si riduce ad una parola dordine che si
trasmetet meccanicamente senza esserne profondamente convinti.
Invece di essere testimoni dello Spirito
rischiamo di diventare testimonial. Attenzione: non è una differenza di poco
conto; è sostanziale.
Il testimonial è una sorta
di sponsor, di sostenitore di qualcosa che propriamente non gli appartiene, ma
che fa suo perché lo reputa valido, credibile, difendibile.
Al testimonial è chiesto di
convincere gli altri della bontà di un fatto o di un prodotto, sia esso di
carattere spirituale, culturale o commerciale.
Il testimone, invece, è egli
stesso un prodotto, un prodotto dellopera dello Spirito, creato dallo
Spirito nella fedeltà alla vita di Cristo.
Il testimone non parla
perché ha argomenti convincenti con i quali acquistare consensi, ma perché è
arreso allamore di Cristo, è stato vinto da Cristo.
Il testimone vive ciò in
cui crede; il testimonial crede in ciò che pensa.
Il testimone vive in un
Altro e partecipa della vita di un Altro in un modo così esemplare da poterne
divenire testimone.
Testimonianza
è una delle parole che noi vescovi,
nella nota dopo il convegno di
Verona, desideriamo far diventare
progetto di tutta la Chiesa.
Essere testimoni significa : presentare la vostra
vita la vita cristiana come laccoglienza del grande sì che Dio ha detto alluomo, dare un volto
concreto alla speranza, mostrare passione per la verità nella coscienza che la vostra intelligenza non viene mortificata ma che si sviluppa
ancora in profondità a contatto con la fede.
Limpegno dei giovani per levangelizzazione
Papa Benedetto nel suo messaggio vi dice che Lo
Spirito di Gesù oggi invita voi giovani ad essere portatori della bella notizia
di Gesù ai vostri coetanei. Lindubbia fatica degli adulti di incontrare in
maniera comprensibile e convincente l'area giovanile può essere un segno con
cui lo Spirito intende spingere voi giovani a farvi carico di questo. Voi conoscete le idealità, i linguaggi, ed
anche le ferite, le attese, ed insieme la voglia di bene dei vostri coetanei.
Anche oggi occorrono discepoli di Cristo che non
risparmino tempo ed energie per servire il Vangelo. Occorrono giovani che
lascino ardere dentro di sé l
amore
di Dio e rispondano generosamente al suo appello pressante,
come hanno fatto tanti giovani beati e santi del passato e anche di tempi a noi
vicini.
Ma
per raggiungere questo scopo bisogna essere santi e missionari nello stesso tempo come san Francesco Saverio, che ha percorso lEstremo
Oriente annunciando
la
Buona Novella fino allo stremo delle forze, o come santa Teresa del Bambino Gesù, che fu
missionaria pur non avendo lasciato il Carmelo: sia luno che laltra sono
Patroni delle Missioni.
Siate
pronti a porre in gioco la vostra vita per illuminare il mondo con la verità di
Cristo; per rispondere con amore allodio e al disprezzo della vita; per
proclamare la speranza di Cristo risorto in ogni angolo della terra.
E importante mettere in moto la vostra fantasia e la vostra inventiva per una nuova
evangelizzazione.
Oltre alla forma diretta
dellannuncio ci possono essere tante forme indirette, che suscitano curiosità
nei vostri compagni di classe o nei vostri amici ai quali siete chiamati a turbare
lanimo per suscitare in loro domande
importanti. Dei piccoli segni visibili
possono provocare interesse per chi incontrate a scuola,
alluniversità nel posto di lavoro, nel
campo di calcio. Portare la croce al collo è (purtroppo) un fatto di moda e
quindi non necessariamente esprime una valenza di fede. Ma ciascuno può mettere
dei piccoli segni, visibili ma discreti, sullagenda, sul motorino, che possano essere loccasione
per provocare un incontro. Regalare un vangelo, un bel libro che provochi a
riflettere per una festa di compleanno può essere un dono originale.
Per evangelizzare non bisogna condannare i fratelli dispersi che
non credono, ma leggere umilmente i desideri profondi del loro cuore e
illuminare il buio, mettersi
in cammino oltre le nostre certezze ecclesiali,
sapendo come ha scritto il mio confratello
vescovo Bruno Forte, che «Il credente non è che un povero ateo che
ogni giorno si sforza di cominciare a credere».
Non possiamo
evangelizzare se prima noi non siamo evangelizzati non solo a livello personale
ma anche comunitario. E importante realizzare unincontro umile tra le tante
realtà ecclesiali giovanili, una nuova pentecoste di relazioni e comunicazioni per imparare che
non cè amore senza stima reciproca, non cè testimonianza senza una esperienza
della chiesa che valorizzi ed integri organicamente le diversità. Siamo
chiamati innanzitutto ad irradiare lamore di Cristo attorno a noi come avveniva allinizio del
cristianesimo, quando i pagani, scrive Tertulliano, si convertivano vedendo
lamore che regnava tra i cristiani: «Vedi dicono come si amano tra loro»
(cfr Apologetico, 39 § 7).
Un aspetto fondamentale è la dimensione comunitaria dellevangelizzazione. Lannuncio del
Vangelo è stato affidato alla Chiesa non può essere opera di individui isolati o navigatori solitari che non rimangano in
rapporto organico con la comunità ecclesiale. Siamo una Chiesa.
I testimoni di Cristo non sono dei single, dei fratelli , che allinterno
della grande famiglia della Chiesa fanno emergere nellesperienza della fraternità , della comunione e della
solidarietà la forza dello Spirito.
E importante per i giovani
è il cammino dentro la comunità, che sotto lazione dello Spirito permette al
giovane di vivere la partecipazione comune ad uno spazio condiviso dentro la
Chiesa, pensato come luogo di ricerca della propria verità, allinterno del
quale è possibile incontrare ed accettare un vissuto umano colorato di
divino, dove la relazione amicale si fa strumento la chiamata di Dio a dare il
proprio contributo.
La Chiesa, la
parrocchia, il movimento, il gruppo,
sono luogo di impegno dove il giovane può sperimentare che non solo è oggetto
di attenzione, ma può diventare soggetto di evangelizzazione e di testimonianza
cristiana.
2. Lo Spirito Santo protagonista della missione
Possiamo
essere testimoni di Cristo solo se ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo, che
è «lagente principale dellevangelizzazione che spinge ad annunziare il Vangelo e che
nell'intimo delle coscienze fa accogliere e comprendere la parola della
salvezza» (cfr Evangelii nuntiandi, 75).
E chi si lascia guidare dallo Spirito comprende che
mettersi al servizio del Vangelo non è unopzione facoltativa, perché avverte
quanto sia urgente trasmettere anche agli altri questa Buona Novella. Oggi non
è più il tempo di tirarsi indietro, ma di proporre loro di conoscere Cristo e lesigenza del
Vangelo, di presentare loro il Risorto
come compagno di viaggio.
È importante mostrare che la fecondità di ogni
azione missionaria nella Chiesa è innanzitutto frutto dello Spirito Santo, vero
protagonista della missione. Questa fecondità esige in noi una conversione
pastorale in chiave missionaria che ci porti ad abbandonare una pastorale di
conservazione e ad esplorare le vie
nuove che ci si offrono. Siamo chiamati ad uscire dal calduccio dei nostri
cenacoli, dalle tane delle nostre sagrestie, per andare incontro agli uomini e alle donne del nostro tempo e
soprattutto alle nuove generazioni negli ambienti in cui vivono.
Lo Spirito Santo viene ad
aiutarci perché si realizzi il piano di
Dio in noi superando ogni chiusura e ogni paura e scoraggiamento.
La
nuova evangelizzazione non sarà possibile senza lazione dello Spirito Santo:
Gesù inizia la sua missione evangelizzatrice con il potere dello Spirito Santo (Lc
4,14) e promette la medesima forza agli apostoli, quasi costringendoli a
restare fermi nel Cenacolo, a rimanere
in preghiera, fino a quando non
avrebbero ricevuto potenza dallalto per essere testimoni (cf At 1,8b).
Solo mediante lo
Spirito oggi, come a partire dalla Pentecoste per gli apostoli, è possibile
diffondere il Vangelo, consegnare Gesù al mondo.
Le metodologie
di evangelizzazione sono buone, ma nessuna di esse, anzi nemmeno linsieme di
tutte, potrebbe sostituire lazione discreta, sorprendente, sempre nuova, tutta
divina in noi dello Spirito.
· Senza lo Spirito
anche la preparazione più raffinata non opera nulla.
· Senza lo Spirito
la dialettica più convincente è impotente davanti agli uomini.
· Senza lo Spirito
tutti gli schemi di catechesi su base sociologica e psicologica si rivelano
vuoti.
Senza lopzione fondamentale
dello Spirito molti uomini e donne trovano sempre più difficile vivere secondo la tradizione cristiana e vedono listituzione ecclesiale come
qualcosa di ostile e finiscono con il disertare
le nostre chiese tra mille pregiudizi.
Leggendo gli Atti degli Apostoli ci accorgiamo che
senza lo Spirito non c'è missione e la missione è tutta immersa nello Spirito
Santo:
-
lo Spirito «fa» la Chiesa, è sempre presente in essa e la rende missionaria;
-
lo Spirito traccia le vie della missione;
- lo Spirito precede la missione e ci aiuta andare incontro al Dio
nascosto, ai semi del Verbo presenti in ogni persona.
- lo Spirito suscita i carismi e
fra essi il carisma della vocazione
missionaria;
Lo Spirito del Signore è presente nell'impegno
quotidiano di vivere la vita cristiana; e di viverla con spirito missionario, è
presente nella fatica dell' animazione missionaria per dare alle nostre Chiese
un' apertura universale e a tutti una fede viva che sappia annunciare Cristo
con coraggio a tutte le genti.
Se non invochiamo la discesa dello Spirito Santo le
nostre vite saranno insipide, infelici, incapaci di esperimentare i frutti
dello Spirito.
Il Santo Padre, sostiene con
tono perentorio: «Anche tu puoi evangelizzare». Chiunque tu sia, puoi evangelizzare! Perché ciò che tu puoi è ciò che lo Spirito compie in te, con il
suo potere.
Quando
noi preghiamo lo Spirito, dicendogli: «Vieni!», in
realtà gli stiamo chiedendo: «Sconvolgi tutto, cambia ogni cosa, rinnova la
faccia della terra, ripeti il prodigio della Pentecoste».
Non possiamo chiedergli di
limitare la sua azione e di venire in noi moderatamente, senza compiere stranezze
o avvenimenti eclatanti.
Un evento prodigioso è qualcosa che non può e non deve
passare inosservato. Così è del passaggio dello Spirito, che opera sempre al di
là di ogni confine e di ogni limite da noi predeterminato.
Un monito a lasciar trasparire
tutta la forza della Parola di Dio, senza rivestirla di opinioni personali o di
un vago buonismo che funge da ammorbidente , da ammortizzatore al vangelo , ci viene da
S. Teresa dAvila. Così la Santa giudicava tante
prediche del suo tempo: Coloro che
predicano il Vangelo non ottengono che gli uomini si convertano, perché i
predicatori hanno troppo buon senso. Purtroppo non ne sono privi per avere
invece il grande fuoco dellamore di Dio. È per questo che la loro fiamma
riscalda poco (in Relazioni spirituali).
Voi giovani siete chiamati come Davide contro Golia a usare la fionda piuttopsto che larmatura che unarmatura a
sconvolgere il troppo buon senso di noi meno giovani, nati incendiari e che
rischiamo di morire pompieri, mentre
Papa Giovanni XXIII era solito ripetere: Finché
posso preferisco essere calorifero anziché frigorifero.
Non possiamo raffreddare gli impeti damore,
gli slanci di parresia che lannuncio del Vangelo reclama. Gesù paragona un
credente che professa la propria fede ad un fiume in piena, incontenibile. Così
è di chi si lascia trasportare dallo Spirito: «Chi crede in me, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno. Questo
Gesù diceva riferendosi allo Spirito che
avrebbero ricevuto i credenti in lui» (Gv 7, 38-39).
Solo lo Spirito ha il potere
di rendere nuova levangelizzazione, non perché ci dona nuovi metodi, ma
perché rende ogni giorno nuovo lincontro personale con Gesù e ci spinge a
testimoniarlo con cuore e stupore nuovi, per acquistare nuovi amici per Gesù.
Chi si lascia guidare dallo Spirito non conosce stanchezza o delusione, perché impara
a vivere la storia alla maniera di Gesù, perché Gesù sia continuamente
generato dalla nostra testimonianza.
Occorre mostrare la bellezza del vangelo condividere la gioia di vivere frutto dello Spirito Santo con tutti i
giovani non solo dentro le nostre sagrestie, ma nei luoghi della vita quotidiana, anche i più impensati, dove i giovani
si ritrovano e esprimono la propria
originalità: dai sagrati ai muretti, dalla scuola allo sport, dal
lavoro al tempo libero, che spesso è un tempo non liberato ma caratterizzato
dal passaggio dalla catena di montaggio della fabbrica a quella dellindustria
del tempo libero.
Lasciandosi guidare dallo Spirito, ogni battezzato può
apportare il proprio contributo all'edificazione della Chiesa grazie ai carismi
che Egli dona, poiché «a ciascuno è data una manifestazione particolare dello
Spirito per l'utilità comune» (1 Cor 12,7). E quando lo Spirito agisce reca
nell'animo i suoi frutti che sono«amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza,
bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal5,22).
Dobbiamo farci complici
dello Spirito Santo per la testimonianza del grande sì alla vita che è Gesù
Cristo .
Non abbiate paura di rendere la vostra testimonianza coraggiosa
a Cristo in famiglia, nella scuola, nel
lavoro, nel tempo libero perché lo
Spirito Santo, è il vostro avvocato il vostro consolatore, il vostro amico determinante .
Lo Spirito Santo,
dunque, si deve «potere vedere e sentire»:
· LEvangelo è una bella e buona notizia
che si deve «potere vedere e sentire».
· La Chiesa è una madre, talvolta stanca o
poco attraente nel suo aspetto, il cui amore, però, si deve «potere vedere e sentire».
· La famiglia cristiana è una scuola di unità
e di perdono che si deve «potere vedere e
sentire», in un mondo sempre più dilaniato dal male e diviso
· La vita di ogni credente in Gesù è un
palcoscenico dello Spirito, un concentrato di grazie, di segni e di benedizioni
che tutti devono «potere vedere e
sentire».
La
fede, la speranza, la carità, ogni dono, ogni carisma, ogni ministero
ecclesiale, ogni buona impresa evangelica, ogni programmazione pastorale, ogni
missione di carità e di evangelizzazione, ogni forma di testimonianza personale
di vita cristiana sono sempre e soltanto evidenza dello Spirito, cioè un «vedere e sentire» lo Spirito e, con
Lui, il Padre e il Figlio.
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Catechesi mercoledì 16 luglio 2008- Mons.
Michele Pennisi
Chiamati a vivere nello Spirito Santo : «Se
pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito» (Gal 5,
25)
1. La domanda sullo Spirito Santo nella società attuale
In questa prima
catechesi, cercheremo di rispondere alla
domanda: chi è lo Spirito Santo?
Perché questa domanda
diventi interessante per noi dobbiamo porci unaltra domanda: cosa centra lo
Spirito Santo con la mia vita, con il desiderio di essere felice, di essere
amato e di amare?
Certo oggi cè una distanza
abissale fra lannuncio dello Spirito Santo e i pensieri che si agitano nella
nostra frenetica società consumistica in
cui si vende e si compra o tra i giovani che si accalcano nelle discoteche
immersi nel movimento di corpi, di luci e di rumori .
Spesso il rumore vuole coprire la noia che come dice Baudelaire, è un « mostro
delicato che, senza strepito, con uno sbadiglio, inghiotte il mondo», le luci
psichedeniche gettano sprazzi multicolori sul buio interiore e la folla cerca di mascherare la solitudine.
Una domanda che tanti di voi
si pongono è cè qualcuno oltre il muro della mia solitudine?.
Questo disagio nel
parlare dello Spirito Santo non riguarda solo i cosiddetti lontani , ma anche tanti giovani che frequentano le nostre parrocchie o i movimenti ecclesiali che nel week end
passano da un pub allaltro, alla
ricerca di un tu che spesso si
identifica con una droga o una bevanda
alcolica che dia un po di ebbrezza, per
far dimenticare per un po la propria
solitudine esistenziale.
Anche ai giovani che si sono preparati a ricevere i
sacramenti e che continuano per forza dinerzia a frequentare i nostri
oratori sembra che manchi qualcosa. Non delle indicazioni morali che spesso sembrano proibizioni senza senso o
delle astratte nozioni catechistiche,
ma unintima esperienza di Dio che
permetta di gustare una gioia diversa, capace di dischiudere un orizzonte di
speranza più forte dei miraggi delle nostre città by night.
La vita e la sua bellezza
sembrano sfuggire, si vive nel disagio, nellapatia e nell insicurezza. Si è
portati a riempire il vuoto con forti emozioni, dando importanza alla ricerca
ansiosa di riconoscimenti, di comparire in qualche trasmissione televisiva per
esibirsi e confessarsi davanti a qualche nuova madre o padre spirituale,
nella speranza di essere scritturati come veline o di partecipare
a grande fratello.
Ha scritto il mio conterraneo Luigi Pirandello mettedosi nei panni di un
operatore che sta dietro una macchina da
presa: "Nessuno ha tempo o modo d'arrestarsi un momento a considerare, se
quel che vede fare agli altri, quel che lui stesso fa, sia veramente ciò che
soprattutto gli convenga, ciò che gli possa dare quella certezza vera nella
quale solamente potrebbe trovare riposo"(Quaderni
di Serafino Gubbio operatore).
Esiste quella certezza nella quale solamente l'uomo
potrebbe trovare riposo? Per molti nostri giovani contemporanei no!
Tanti secoli fa qualcuno
a partire dalla sua esperienza molto travagliata e non proprio del tutto edificante affermò:" il mio cuore è inquieto e
rimarrà inquieto fino a quando non riposa in Te!"(
S. Agostino).
Anche oggi tanti giovani ,
inquieti come Agostino, sentono
lestremo bisogno di una sapienza pratica che dia gusto al vivere, una verità
calda che illumini il cammino, un amore che dischiuda le potenze del cuore e
si apra ad un futuro di speranza.
3. Lo Spirito Santo: il grande sconosciuto, il dio ignoto
Se chiedessi a qualcuno di voi chi è e cosa fa lo Spirito Santo molti risponderebbero alzano le
spalle con un Boh!. Per parecchi, lo Spirito Santo se cè non si vede e non si sente. Talvolta è nominato ma nessuno lo conosce o
prende sul serio la sua presenza.
Migliaia di battezzati non
fanno esperienza della sua azione, non hanno mai neanche invocato lo Spirito Santo; non godono appieno degli
effetti della Pentecoste, perché non hanno instaurato una relazione personale
con lo Spirito Santo e vivono
unesistenza cristiana insipida e
rassegnata.
Si tratta di una storia
vecchia che risale agli albori del
cristianesimo.
Negli Atti degli Apostoli cè un episodio
emblematico. San Paolo ad alcuni
discepoli della comunità di Efeso chiese «Avete
ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla
fede?» (cf At 19, 2). Quei cristiani gli risposero: «Non abbiamo
nemmeno sentito dire che ci sia uno Spirito Santo» (Ibid.).
La
risposta non fu certo incoraggiante, ma è una riposta che oggi molti cristiani del nostro tempo non
stenterebbero a ripetere.
Ma
davvero lo Spirito Santo , che abbiamo ricevuto nel battesimo e nella
confermazione , vive e opera in noi,
oppure è incatenato, imprigionato da una fede sempre più debole, annacquata, incapace di sperimentare le
promesse di Gesù?
Lo Spirito Santo è un grande sconosciuto, un dio ignoto sembra lontano
dalla vita spirituale dei giovani, spesso è un concetto astratto, fumoso,
etereo.
Quanti giovani che hanno sentito nominare lo Spirito Santo durante i riti liturgici , conoscono quella che il catechismo definisce
la terza Persona della
Trinità? Quanto lo Spirito è parte viva della loro vita di fede e della
preghiera insieme al
Padre e a
Gesù Cristo?
Se è più facile vedere in Gesù un amico è più arduo, invece, accostarsi allo Spirito Santo, a
un misterioso dono, apparentemente impalpabile, incorporeo e inconsistente, che
rimanda direttamente ad un altro immenso mistero: la Trinità.
3. Lo Spirito Santo e il mistero
della Trinità
Io ho appreso da bambino
il mistero della Trinità assieme a quello dell'Incarnazione, Passione, Morte e
Risurrezione del Signore da un pane particolare che mia madre preparava per
Natale. Si chiamava il "pane della SS. Trinità" e consisteva in tre
piccoli pani uniti assieme da una corona fino a formare un solo pane sul quale
venivano raffigurati i segni della passione: la croce, la scala, la lancia, i
chiodi , la tenaglia e il martello, la corona di spine. Al centro si
collocavano alcuni chicchi di frumento, che simboleggiavano il pane materiale
segno della Provvidenza divina e della carità verso i poveri e la materia dell'eucaristia. In questo gesto semplice, proveniente
probabilmente dalla tradizione bizantina, erano racchiusi i misteri principali
della fede cristiana, che venivano tramandati all'interno della famiglia.
Il mistero dello Trinità e
la presenza dello Spirito Santo devono avere un
rapporto con la nostra vita quotidiana, con il
mangiare e il bere, con il lavoro e il riposo.
Il mistero della Trinità non
è un complicato problema logico o una dottrina
astrusa riservata a persone
intellettualmente raffinate, ma un
mistero di salvezza che dà senso alla nostra vita , è la radice profonda del
nostro essere, che ci libera dal dubbio angoscioso di vagare verso il nulla, è
un fuoco di vita che si autoalimenta eternamente e che trabocca incessantemente
nella storia come fonte di grazia
per darle un senso ultimo, è una sorgente d'acqua inarrestabile che irriga e
feconda la nostra terra desolata rendendola fertile col dono dell'Amore di Dio.
La fede nel
mistero della Trinità è l'inaudita risposta ad ogni forma di disperazione, di
solitudine e all'insaziabile inquietudine del cuore umano che non è mai sazio
riposa nel mistero dell'amore di Dio.
Questo mistero di amore c'è svelato
dall'avvenimento di Gesù Cristo e viene
attualizzato per mezzo dello Spirito Consolatore, che rende possibile la
rivelazione di Dio , ci mette in comunicazione con Gesù Cristo Figlio di Dio e
realizza la nostra comunione col Padre.
Lo Spirito Santo diventa luogo di scambio, di dialogo, di dono fra il mistero di Dio e
l'uomo che così supera la sua incomunicabilità.
Per cercare di
comprendere qualcosa di questo mistero è
stata utilizzata l'analogia dellamore umano, che comporta sempre sia la
distinzione che la comunione delle
persone coinvolte nel rapporto.
S.
Agostino afferma: "Se vedi la carità, tu vedi la
Trinità" ed
ancora:" «Ecco sono tre: lAmante, lAmato e lAmore».
Dio è Padre che ama il Figlio e lo manda nel
mondo per salvarlo, è Figlio che ama totalmente il Padre, è Spirito Santo che è
mandato dal Padre e dal Figlio per comunicare incessantemente al mondo la vita
di Dio.
La contemplazione adorante
del mistero trinitario cambia il modo con cui noi concepiamo Dio e noi stessi.
Lo Spirito Santo è la
Persona della Santa Trinità che ci permette di incontrare e conoscere Gesù Cristo, si rende presente nella nostra vita
mediante lo Spirito Santo.
Mentre
la terminologia del New Age privilegia espressioni non personali come
positività, energia, forza , la presenza di Dio nella carne del
Cristo ci dice Spirito che Cristo ci ha donato è
impersonale ma una persona.
Lopera dello Spirito Santo è
proprio quella di rendere continuamente presente il Cristo nella vita degli
uomini, impedendo che si perda Dio andando oltre il Cristo.
Noi non esistiamo come creature solitarie abbandonate
alla paura di un destino crudele e inevitabile che porta alla morte, ma siamo
fatti per la comunione con
la Santissima Trinità.
Accostarsi allo Spirito Santo significa
entrare nel rapporto fra il Padre e il Figlio e permettere che il loro modo di
rapportarsi dia migliore significato alla nostra vita e alle relazioni che essa
contiene, con noi stessi, con i fratelli, con il creato.
4. Lidentità dello Spirito
Santo
Papa Benedetto , nel suo
messaggio preparatorio a questa GMG 2008, sottolinea limportanza per i
giovani di riscoprire lo Spirito Santo che ci rende familiari e amici di
Gesù.
Si tratta di conoscere personalmente lo Spirito
Santo, Spirito damore del Padre e
del Figlio, è Sorgente di vita che ci santifica, «perché l
amore di Dio è stato
riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato»
(Rm 5,5).
Tuttavia non basta
conoscerLo; occorre accoglierLo come guida delle nostre anime, come il
Maestro interiore , una guida che
ci introduce alla comprensione sempre più intima del mistero di Amore tra il
Padre e il Figlio , che ci apre alla fede e ci aiuta a discernere e realizzare la volontà di Dio, accende in
noi il fuoco dellamore, ci rende missionari dell
amore di Dio, capaci di amare il prossimo e pronti a
metterci al suo servizio.
Lo Spirito Santo è lanima, il respiro vitale della nostra vita cristiana e della Chiesa.
Lo Spirito Santo è il grande, unico, immenso Dono, un
regalo gratuito del
Padre, che, attraverso la Chiesa, rifrange in tanti doni diversi che sono i carismi,
come la luce che, a seconda dei corpi sui quali piove, suscita colori
diversi. Il Dono unico si divide in
tanti doni per tornare a ricomporsi in unità nella Chiesa, per la quale tutti i
doni sono dati.
Questo
dono non è un regalo di lusso per personalità eminenti o importanti ma per
tutti coloro che credono e che sono battezzati.
Lo
Spirito Santo è sorgente di ogni
comunione e di ogni comunità.
Lo Spirito Santo è il Consolatore che, non permette che lo
scoraggiamento
prenda il sopravvento, ma genera una letizia capace di sopportare tutte le avversità, ispira
fiducia ed infonde coraggio per andare ad annunziare la gioia della
Resurrezione.
Lo Spirito Santo è spirito di verità, che
ci rende capaci di maturare una comprensione sempre più approfondita e
gioiosa di Gesù rinfrescando la nostra memoria per aiutarci a ricordare e a
mettere in pratica le sue parole (cfr. Gv 14,16.26).
Ora ci
poniamo una domanda: cosa succede senza la presenza dello Spirito Santo ?
Nella sequenza che si recita
prima del Vangelo a Pentecoste si dice:
Senza la tua forza/ nulla è nelluomo/ nulla è senza coilpa.
Noi non potremmo fare nulla, se non avessimo lo Spirito Santo.
Una persona senza la presenza dello Spirito Santo
è come una macchina senza benzina.
Senza lo Spirito Santo- ha detto il patriarca ortodosso Atenogara- Dio è
lontano, Cristo rimane nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa è una
semplice organizzazione umana, l'autorità è un dominio, la missione una propaganda, la liturgia un arcaismo, la condotta umana una morale da schiavi, la nostra società freme per i brividi della morte.
Ma nello Spirito
Santo: Dio è vicino, Cristo risorto è
presente, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa esprime la comunione della Trinità, l'autorità è un servizio
liberatore, la missione è una Pentecoste, la liturgia è memoriale dellamore di Cristo e anticipazione del
Regno di Dio, lo Spirito consolatore cura i brividi delle nostre paura con le sue carezze divine.
6. Vivere dello Spirito
San
Paolo esortava il giovane Timoteo a ravvivare
il dono dello Spirito già ricevuto (cf 2 Tm 1,
6-10), cioè a risvegliare la presenza dello Spirito in una continua, profonda
conversione a Cristo. Troppi cristiani, troppe comunità spente hanno bisogno di
un nuovo risveglio spirituale, di unautentica conversione personale a Cristo, in una vita
nello Spirito Santo più piena.
Una
vita nello Spirito Santo più piena, lunzione della sua potenza carismatica,
arricchiscono la Chiesa di moltissimi doni, di una fede
fiduciosa nellintervento salvifico di Dio
nelle vicende umane, di uno zelo maggiore per il Vangelo.
La vera vita cristiana
comincia con una conversione alla persona
di Gesù, ma include anche essenzialmente il dono dello Spirito Santo, che ci
apre alla vita della Chiesa.
La discesa dello Spirito Santo manifesta alcuni effetti riscontrabili nella vita di un cristiano e delle nostre
comunità:
un nuovo ed esperienziale rapporto con Dio chiamato Padre e con Gesù
proclamato Signore;
un nuovo e profondo gusto per
la preghiera e per la parola di Dio;
una nuova unione con gli altri
in un rapporto damore, di gioia, di
fraternità vera;
la capacità di rimanere
fedeli alla Chiesa ;
il coraggio di testimoniare la
propria fede con coerenza in ogni circostanza.
· Lo Spirito governa la nostra vita ricordandoci la nostra appartenenza a Gesù Cristo:
«voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal
momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di
Cristo non gli appartiene» (Rm 8, 9).
Lo Spirito ci
fa uomini liberi:
Il Signore è lo Spirito e dove cè lo
Spirito del Signore cè libertà(2 Cor, 3,17).
Voi
fratelli siete stati chiamati a libertà. Purchè questa libertà non divenga un
pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio
gli uni degli altri(Gal. 5,13).
«se vivete secondo la carne, vi morirete, se invece con laiuto dello
Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete» (Rm 8, 13).
· Lo Spirito ci dà testimonianza di essere amati da Dio come figli e ci
fa partecipi di un regno di felicità:
«lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio,
quindi eredi di Dio e coeredi di Cristo» (Rm 8, 16-17).
Non ci sono alibi, per i
discepoli di Gesù: lo Spirito opera questa meravigliosa trasformazione in chi
lo invoca e lo asseconda, perché il Vangelo viva in noi e mediante noi si
diffonda.
Andrè Frossard - ateo,
figlio di atei incalliti - convertito al Cristianesimo, così si esprimeva: Da quando ho incontrato Gesù, non riesco ad
abituarmi al mistero di Dio. Ogni giorno è una novità per me; se Dio esiste, io
lo devo dire; se Gesù Cristo è il Figlio di Dio, io lo devo gridare; se la vita
eterna cè, io la devo predicare!.
Nella indispensabile
relazione personale che è necessario instaurare con lo Spirito Santo, vi sono
tre elementi basilari che sono confidenza,
fiducia e fede carismatica: sono tre gradi diversi e progressivi dellintimità
con lui.
«A quanti
lhanno accolto la vera luce ha dato potere
di diventare figli di Dio» (cf Gv 1, 12), vale a dire di passare da morte a vita, dalloscurità del
male allo splendore della gloria. Molti non conoscono questo potere, perché
non hanno accolto nella loro vita questa sfida e soprattutto non collaborano
con lo Spirito Santo per superare ogni insidia del male.
Nella misura in cui siamo
disposti ad aprirci alla sua forza rinnovatrice egli produce il suo frutto cioè
«amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio
di sé».
Il dono dello Spirito si
manifesta attraverso il frutto dello
Spirito di cui ci parla San Paolo nella lettera ai Galati.
Egli
ci presente due impostazioni di vita opposti: vivere secondo la carne o
camminare secondo lo Spirito.
La
carne si manifesta con numerose opere malvagie, mentre lo Spirito ha un unico
frutto.
La
vita secondo la carne si presenta come
qualcosa di molteplice , di contraddittorio e di confuso, mentre lo Spirito
produce un solo frutto fecondo , rigoglioso e variegato.
Le
opere della carne sono frutto dello
sforzo umano soggetto al peccato originale, mentre il frutto dello Spirito
germoglia e cresce grazia alla forza
vitale della grazia di Dio.
Le
opere della carne costituiscono la descrizione del volto egoista delluomo
ripiegato su sé stesso, chiuso a Dio, al prossimo e ostile verso sé stesso,
sono come una piovra che allunga i suoi tentacoli nella vita personale e
sociale, spirituale e morale delluomo.
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