Convegno diocesano 2008. Le conclusioni del vescovo Pennisi
CONVEGNO PASTORALE DIOCESANO
CONCLUSIONE DEL CONVEGNO DIOCESANO 2008
Il Convegnoha offerto a tuttinoi l’opportunitàdi riflettere su “ La Parola di Dioparola per l'uomo” peraiutarci a progettarenelle varie zone prospettive pastorali per un cammino diChiesa locale in ascolto della Parola di Dio caratterizzato dalla
unitarietà della proposta edalla
pluralità di approcci.
Il cristianesimo non è la
religione del libro ma della Parola incarnata di Dio che è Gesù Cristo, il
Vangelo vivente di Dio, l’unico salvatore che hala pretesa di fare luce sulla verità
dell'uomo.
La Parola di Dio
fissatanei libri della Sacra si
incrocia con la ricerca da parte degli uominidelle risposte alle domande ultime sul senso della vita e della storia.Paolo ci dice che :“ Tutta la Scrittura
infatti, ispirata da Dio, è davvero utile per l'insegnamento, la confutazione,
la correzione e formazione nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo,
e ben preparato per ogni opera buona» (2Tim
3,14-17).
Siamo chiamati a farci ospitare
dalla Parola e ad accogliere questa parola di salvezza.
Mi
permetto fare con voialcune riflessioni ee di dare alcuni
suggerimenti pastorali a partire dai documenti preparatori del prossimo
Sinodo dei vescovicheavrà come tema : “La parola di Dio nella vita
e nella missione della Chiesa”.
Il primato della Parola di Dio
deveconiugarsi con il coraggio e la
creatività di una pedagogia della comunicazione
adattaalla cultura e ai contestivitali del nostro territorio.
Dobbiamo partire dalla
convinzione che èlo Spirito Santoche conduce alla comprensione completa della
Parola di Dio, dandocene l’intelligenza e animando la lettura della Bibbia
nella Chiesa, nella sua vivente Tradizione di annuncio e di carità.Da questa convinzione derivachel’ascolto della Parola di Dio e ogni lettura della Bibbia richiedono l’appartenenza alla comunità della Chiesa
con atteggiamento di comunione e di servizio.
Urge mantenere viva nella comunità la docilità allo
Spirito Santo, superando il rischio di spegnere lo Spirito con l’eccessivo attivismo e l’esteriorità della
vita di fede, evitando il pericolo della burocratizzazione della Chiesa,
dell’azione pastorale limitata ai suoi aspetti istituzionali e della riduzione
della lettura biblica a un’attività tra le altre.
Da noi c’è un grande desiderio dei fedeli di ascoltare la Parola
di Dio, ma si avverte anche il bisogno urgente di superare indifferenza, ignoranza e confusione sulle
verità della fede circa la Parola di Dio, impreparazione, carenza di sussidi
biblici.
Dobbiamo constatare nella
nostra diocesi lo scarso numero di fedeli che si accostano alla Sacra Scrittura
e il debole impegno per una pastorale biblica parrocchiale e la scarsa
incisività della Parola di Dio nella conversione del cuore, nell'impegno
missionario e di carità, nel servizio alla vita sociale e politica.
Siamo tutti chiamati ad
estendere e rafforzare la pratica di incontro con la Parola di Dio come fonte
di vita nei diversi ambiti dell’esperienzaper poter ascoltare Dio e parlare con Lui.
E’necessario che tutti i momenti del ministero della Parola di Dio siano in
reciproca e armonica interazione.
Tra questi segni hanno un ruolo fondamentale l’annuncio, la
catechesi, la liturgia e la diaconia della carità.
La Parola
annunciata ed ascoltata chiede di farsi Parola celebrata tramite la Liturgia e i sacramenti, per entrare così a
motivare una vita secondo la Parola, tramite l’esperienza della comunione,
della carità e della missione.
La Parola di Dio determina
una chiamata, crea comunione, manda in missione, perché sia dono per gli altri
ciò che si è ricevuto per sé. È dunque uno scopo eminentemente pastorale e
missionario.
Si
tratta di coltivare nel popolo una relazione orante, personale e comunitaria,
con la Parola di Dio, la quale suscita e nutre la risposta della fede.
Per
far questo si tratta di
- aiutare i fedeli a riconoscere la Chiesa, guidata dal Magistero, come il
luogo vitale e continuo di annuncio della Parola di Dio;
-istruire quei cristiani che dicono di non leggere la Bibbia perché
preferiscono stabilire con Gesù un
rapportointimo, diretto e personale che
rischia di essere soggettivo. Conviene precisare che «il senso spirituale
non è da confondere con le interpretazioni soggettive dettate dall’immaginazione
o dalla speculazione intellettuale.
Alcuni punti fondamentali:
1. Il
riconoscere che la Parola di Dio è Gesù
Cristo comporta una lettura dell’intera Bibbia considerata nel suo mistero
in modo privilegiato nella celebrazione liturgica, in particolare nell’Eucaristia domenicale;grazie alla realtà di Gesù, Signore risorto e
presente nei segni sacramentali, la liturgia
va considerata come luogo primario dell’incontro con la Parola di Dio;
bisognaprivilegiare nella celebrazione
di ogni sacramento l’aspetto primario di esperienza della Parola di Dio(es.
sacramento della riconciliazione).
Bisogna curare la liturgia della
Parola, con la proclamazione chiara
e comprensibile dei testi, con l’omelia
che della Parola si fa risonanza. Questo comporta disporre di lettori capaci, preparati, che
frequentino il corso per la preparazione
ai ministeri.
Per quanto
riguarda l’omelia si attende un
migliore impegno nella
fedeltà alla parola biblica e alla condizione dei
fedeli, aiutandoli ad interpretare gli eventi della vita e della storia alla
luce della fede.
2.La nostraChiesa, chiamata adessereplasmata dalla Parola di Dio, deve tendere ad
un’animazione biblica della catechesi che deve
avere come destinatari privilegiati gli adulti edell’intera pastorale.
Si
tratta di promuovere una catechesi che
sia iniziazione alla Sacra Scrittura, vivificando con essa i programmi
catechistici e i catechismi stessi, la
predicazione e la pietà popolare.
Non ridurre
la Parola di Dio nella catechesi a un oggetto da sapere come una materia
scolastica.
L’evangelizzazione ha come
canali privilegiati il percorso
dell’Anno liturgico, il cammino di iniziazione cristiana, la formazione
permanente.
Nella
comunicazione catechistica, non dimenticare che i Vangeli vanno scelti come
lettura prioritaria, ma insieme vanno letti in collegamento con gli altri libri
dell’Antico Testamento e del Nuovo Testamento e con i documenti del Magistero
della Chiesa.
Per il suo particolare
rilievo culturale va valorizzato l’insegnamento
della Bibbia nella scuola e segnatamente nell’insegnamento della religione,
per proporre un percorso completo di scoperta sia dei grandi testi biblici come
dei metodi di interpretazione adottati nella Chiesa.
Un mezzo privilegiato per
l’incontro con Dio che ci parla è la
catechesi all’interno delle famiglie con l’approfondimento di qualche
pagina biblica e la preparazione della liturgia domenicale. Resta compito della
famiglia iniziare i figli alla Sacra Scrittura con la narrazione delle grandi
storie bibliche, specialmente della vita di Gesù, e con la preghiera ispirata
ai Salmi o ad altri libri rivelati.
3. La Parola
di Dio ed il servizio di carità
La diakonia o servizio della
carità è vocazione della Chiesa di Gesù Cristo, in corrispondenza alla carità,
che il Verbo di Dio ha manifestato con le sue parole e le sue opere.È necessario che la Parola di Dio porti
all’amore del prossimo. In molte comunità si afferma che l’incontro con la
Parola non si chiude nell’ascolto e nella celebrazione in se stessa, ma mira a
diventare impegno concreto, personale e comunitario, verso il mondo dei poveri,
in quanto segno della presenza del Signore.
Urge mettere in luce questo
rapporto fra Parola di Dio e carità, in quanto la carità, per credenti e non
credenti, reca un potente impulso all’incontro con la Parola di Dio.
Ricordando le tante pagine
della Sacra Scrittura che non solo raccomandano, ma comandano il rispetto della
giustizia verso il prossimo (cf. Dt 24, 14-15; Am 2, 6-7; Ger 22, 13; Gc 5, 4)
ci sarà fedeltà alla Parola di Dio quando la prima forma di carità si realizza
nel rispetto dei diritti della persona umana, nella difesa degli oppressi e di
quanti soffrono.
4. Oltre all’incontro con la
Scrittura nelle grandi azioni di Chiesa, come la liturgia e la catechesi, dove
cioè la Bibbia si colloca in un contesto pubblico ministeriale, vi è anche l’incontro immediato, come è
la Lectio
Divina, il corso
biblico, il gruppo biblico. Va promossa oggi questa via a causa di una
certa lontananza del popolo di Dio dall’uso diretto e personale della
Scrittura.
Bisogna considerare la lettura orante nella forma della Lectio Divina, a livello comunitario e
personale, come la meta alta e comune. La pastorale biblica deve dunque
insistere particolarmente sulla Lectio
Divina e incoraggiarla grazie a metodi nuovi, elaborati con cura e al passo
con i nostri tempi.
Nei gruppi biblici si tratta dileggere la Bibbia con la vita e la vita con la Bibbia” Occorre inoltre
stimolare l’incontro con la Parola di Dio tramite l’Apostolato biblico, curando
la nascita e la guida dei gruppi biblici e fare in modo che la Parola, pane di
vita, diventi anche pane materiale, cioè porti ad aiutare i poveri e i
sofferenti.
Non basta una lettura
superficiale della Bibbia. Diversi gruppi biblici, partiti con entusiasmo alla
scoperta del Libro Sacro, poi progressivamente si estinguono per la mancanza
del buon terreno, cioè della Parola di Dio percepita nel suo mistero di grazia.
Si tratta di riprendere il
grande sforzo di preparazione dei laici fatto in preparazione al Giubileo del
2000 con le missioni popolari svoltesi nel 1999: migliaia di laici furono
formati e impegnati a condurre i centri di ascolto della parola che furono
istituiti capillarmente in tutte le parrocchie. Ma quell’impegno in molte
parrocchie non ebbe il seguito che ci si attendeva e le aspettative vennero
lentamente mortificate.
A parte i corsi biblici
annuali organizzati da
donAngelo Passaro e da don
Bellia a Montagna Gebbia o a Mazzarino, ilcammino Neocatecumenale che in modo serio si preoccupa di introdurre i
membri delle comunità alla conoscenza e alla spiritualità delle sacre
scritture,la catechesi biblica di
alcuni movimenti ecclesiali, le Comunità ecclesiali di base (CEB) e a centri di
ascolto operanti in alcune parrocchie, poche sono le iniziative di apostolato
biblico.
P. Rabita nel suo
articoloin “Settegiorni”di questa settimanain base ad una inchiesta sommariasostiene che “Le Catechesi bibliche
settimanali si svolgono in quasi tutti i comuni della diocesi, ma soltanto in
13 parrocchie su 75. Alcune di esse hanno proseguito l’iniziativa dei centri di
ascolto. Soltanto 6 sono invece le parrocchie che propongono ai laici la Lectio
divina”.
Poiché oggi la Bibbia è letta anche dai non credenti, che ne mettono in luce il
valore antropologico, può essere arricchentetrovare luoghi di approfondimento di essa con queste persone,
soprattutto con i giovani. Si ritiene urgente valorizzare la Parola anche con
studi ed incontri che ne mettano in rilievo le relazioni con la cultura
contemporanea.
Bisogna valorizzare laParoladi Dio nei progetti pastorali
diocesano, cittadini e parrocchiali portando la Bibbia nelle grandi azioni
della Chiesa, nell’evangelizzazione e nella catechesi.
Ciò facendo si curerà che
sulla Parola di Dio si basi e si manifesti la comunione tra chierici e laici, e quindi tra parrocchie, comunità di
vita consacrata, movimenti ecclesiali.
C’è l’urgenza che il laicato non sia solo soggetto
passivo, ma diventi tanto uditore della Parola di Dio quanto annunciatore
debitamente preparato, sostenuto dalla comunità;
Tra i servitori della Parola
sono da considerare i catechisti, gli
animatori di gruppi biblici e quanti hanno un ruolo formativo dei fedeli nella liturgia, nella carità,
nell’insegnamento religioso della scuola.
Anche ai movimenti o ai gruppi, come associazioni, aggregazioni,
nuove comunità, va prestata grande attenzione. Infatti, pur essendo molto
diversi tra loro per metodi e campi di impegno, essi hanno come tratto comune
la riscoperta della Parola di Dio, la sua collocazione privilegiata nel
progetto spirituale-pedagogico per suscitare e nutrire la loro vita spirituale.
Dispongono di efficaci percorsi formativi centrati sull’assimilazione
esistenziale della Parola di Dio. Insegnano a vivere la liturgia e la preghiera
personale con grande attenzione alla Parola, privilegiando la liturgia della
Chiesa. Anche la preghiera dell’Ufficio e
la Lectio
Divina sono praticati come momenti di nutrimento
spirituale.
È compito doveroso
verificare che in questo fervido incontro con la Parola di Dio la comunione
ecclesiale e la carità verso i fedeli
non appartenenti ad aggregazioni possano essere sempre testimoniate.
Alcuni suggerimenti pratici:
Dare nella chiesae nelle case dei fedeli un posto privilegiato
alla Bibbia esponendola in modo visibilee centrale.
La collocazione
dell’ambone, la cura dei libri liturgici, uno stile adeguato di lettura, la
processione e l’incensazione del Vangelo.
Valorizzare il
commento alla liturgia domenicale che appare sul nostro settimanale.
Incoraggiare la
partecipazione ai Corsi biblici a livello diocesano o regionale.
Valorizzare il
servizio del nuovo Istituto Superiore di Scienze Religiose“Mario Sturzo” che quest’anno inizia la sua
attività. E’ possibile per chi non riesce a seguire tutto ilprogramma annuale iscriversi comeuditore quest’anno al corso di Introduzione
alla Sacra Scrittura edi Esegesi del NT
(Vangeli Sinottici ed Atti).
Organizzare nei
vari comuni una scuola biblica per animatori che poi possano animare i vari
centri di ascolto.
Favorire nelle varieparrocchie la preparazione comunitaria
dell’Omelia anchecon una lettura
continua del Vangelo di Marco.
In quest’anno paolino sarà
organizzata una mostradidattica su San
Paolo nel nostro Museo diocesano da far visitare agli alunni delle scuole o ai
gruppi parrocchiali.
L’Ufficio diocesano per il
turismo religioso è invitato a preparare un pellegrinaggio diocesano sui luoghi
visitati da san Paolo.
Vorrei infine segnalare la lettura continua della Bibbia
che si svolgerà nel mese di ottobre per alcuni giorni a S. Croce in
Gerusalemmetrasmessa da Rai
educational.
Mi auguro che dallariscoperta della Parola di Dio
(ascoltata,meditata, pregata ,vissuta e
testimoniata) , che continua il suocammino nella predicazione viva della Chiesa, le nostre comunità
ecclesialipossano conoscere una nuova
primavera di santità e un rinnovato dinamismoattraverso una nuova evangelizzazioneche dia spazio alle nuove forme di linguaggio e di comunicazionenei nuovi areopaghi eun impegno di promozione umana nella nostra
società,aiutandola a superare
l’emergenza educativae arispondere alla sete di verità e di felicità
di ogni persona.