Domenica 16 dicembre, nella spianata
retrostante la Cattedrale di Ambanja, è stata celebrata l’ordinazione episcopale
di mons. Rosario Vella, salesiano, presieduta da mons. Razanakolona Odon Marie
Arsène, arcivescovo di Antananarivo, e da da mons. Kasujja Augustine ..(SEGUE)
(ANS – Ambanja) – Domenica 16 dicembre, nella spianata
retrostante la Cattedrale di Ambanja, è stata celebrata l’ordinazione episcopale
di mons. Rosario Vella, salesiano, presieduta da mons. Razanakolona Odon Marie
Arsène, arcivescovo di Antananarivo, e da da mons. Kasujja Augustine, Nunzio
Apostolico per il Madagascar, e mons. La Piana Calogero, arcivescovo Metropolita
di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela e Archimandrita del SS. Salvatore. Presente
anche l’intera Conferenza Episcopale del Madagascar; significativa la
rappresentanza dei salesiani del Madagascar e dell’Italia, in modo particolare
dell’Ispettoria Italia-Sicilia (ISI), di cui mons. Vella è originario.
Presenti, anche, varie autorità pubbliche tra i quali anche alcuni esponenti
del governo malgascio.
Oltre diecimila i fedeli che hanno riempito l’area predisposta per la
celebrazione e, a motivo dell’ampio numero, anche le zone circostanti. La
celebrazione, iniziata alle 8 del mattino e conclusasi alle ore 14, è stata
caratterizzata dalla vivacità liturgica tipica del mondo africano. Significativi
i due gesti compiuti a conclusione della celebrazione che hanno espresso,
secondo la tradizione locale, l’accoglienza da parte dei fedeli e della diocesi
del nuovo pastore: mons. Vella è stato rivestito di due manti come un
personaggio regale e, su una apposita sedia, è stato portato in processione tra
i fedeli.
Il dott. Alessandro Cévese, Ambasciatore d’Italia per il Madagascar, in una
lettera di augurio indirizzata a mons. Vella, esprimendo la sua gioia e
commozione, auspica: “Le condizioni di povertà e sofferenza in cui versa gran
parte della popolazione locale rendono l’operato della Chiesa ancor più
importante. Sono certo che il nuovo Vescovo non sarà infatti solamente quella
guida spirituale di cui tutti hanno bisogno, ma saprà ascoltare i bisogni della
gente e rendersene interprete. Mi rivolgo a Lui prima di tutto come confratello
Italiano in una terra che ha potuto beneficiare di uno straordinario apporto di
tanti miei connazionali, religiosi e non, che hanno scelto la grande isola
malgascia come loro terra d’adozione”.
Don Vito Luigi Perrelli, Ispettore ISI, in una lettera ha ricordato gli
esordi della presenza missionaria dei salesiani e di don Vella giunto “in
Madagascar, fresco di giovani energie ma con l`ardore del motto di don Bosco: Da
mihi animas coetera tolle. Portava in cuore il sole della terra di Sicilia e il
fuoco del vulcano, l`Etna, che lo rendevano fin da giovane pieno di vivacità.
Indomabile nella capacità di lavorare senza risparmiarsi ma sempre con grande
allegria e un sorriso che conquista i cuori”.
Apprezzato, infatti, l’operato di mons. Vella per quanto ha realizzato
insieme gli altri salesiani italiani e malgasci, prima ad Ankililoaka, poi e
Betafo, in quella che ora è anche la sua diocesi di Ambanja, e, soprattutto. in
quella vera frontiera missionaria che è l`opera di Bemaneviky.