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La "quindicina" di Maria Santissima delle Vittorie |
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Ormai si ripete da secoli....
Piazza Armerina. Ormai si ripete da secoli. Dal 31 luglio ogni mattina, alle 7 in punto, centinaia di fedeli stanno davanti al Vessillo di Maria Santissima delle Vittorie, nella la Basilica della Cattedrale di Piazza Armerina. Ormai da anni le celebrazioni della “quindicina”, termine che indica i quindici giorni di celebrazioni, sono coordinate da Filippo Bognanni, parroco della Cattedrale. Quest'anno le riflessioni di carattere mariano sono affidate al Padre domenicano Giuseppe Damigella. La partecipazione dei fedeli va oltre la semplice celebrazione religiosa: cittadini appartenenti a tutte le classi sociali, casalinghe, pensionati, professionisti, si recano ogni mattina a recitare la “quindicina”. Non mancano i politici sempre in primafila, compresi anche alcuni che con le messe non hanno tanta dimestichezza. Immancabile ogni anno nei primi banchi la presenza sindaco della città. La “quindicina”, scritta da Monsignor Sturzo, si recita prima dell’inizio di ogni messa che è animata ogni giorno dai diversi gruppi religiosi della città, parrocchie e comunità di preghiera. La storia del Vessillo di Maria Santissima, custodito nella Cattedrale piazzese, risale a tempi dei Normanni quando il Papa Nicolo II donò il vessillo di tela con l'effigie di Maria col Bambino al centro a Ruggero il Normanno chiedendo in contropartita fedeltà alla Chiesa. Ruggero portava con sé il vessillo nelle battaglie da lui condotte, invocando la protezione della Santa Vergine Maria. Il condottiero normanno in poco tempo riuscì a conquistare l'intera Sicilia, liberandola dalla dominazione araba. Dopo aver conquistato in una dura e combattuta battaglia la città di Plutia, oggi Piazza Armerina, Ruggero, come segno di riconoscenza nei confronti della popolazione locale, donò la sacra effigie ai plutiesi perché la custodissero gelosamente con “onore e venerazione”. Durante il regno di Guglielmo I il Malo, per nasconderlo da soldati inferociti, il vessillo fu nascosto sottoterra chiuso dentro ad una cassetta. Nel 1348 fu ritrovato nella località di Piazza Vecchia grazie ad una manifestazione della Madonna al sacerdote Giovanni Candilia. Ritrovata l’effige della Madonna, i fedeli chiesero la fine della terribile peste che uccideva impietosamente i cittadini di Plutia. Il miracolo di Maria Santissima non si fece attendere mettendo fine alla terrificante malattia. Agostino Sella |